— Ma è Sir Alano Spear!? — gridai quasi a Zarenine.
— Sì, — rispose questi meravigliato della mia veemenza, — cioè; era Sir Alano Spear. Da pochi anni, per la morte d'un cugino, è diventato Lord Helvellyn, sapete che in Inghilterra il titolo...
Non proseguì, perchè non gli badavo. Tutte le facoltà dell'animo mio, tutta la potenza de' miei sguardi erano concentrati sulla signora che accompagnava Lord Helvellyn. Era... non era Ninì Montelmo?
Un'incertezza acuta come uno spasimo, mi mozzava il respiro. Per mero istinto, senza sapere quel che volessi fare, mossi all'incontro di quei due... E a caso, pur di sapere, ad ogni costo, quando ella, senza vedermi mi passò d'accanto, io dissi forte, vibrato: — Ninì!
Ella si fermò, e la vidi trasalire. Si voltò e mi vide... ci guardammo. Non pareva lei, pure sentii ch'era lei, che mi aveva riconosciuto. Un pallore venne sul suo volto. Non mi rispose, non mi salutò. Alzò solo la mano, con un cenno lieve, vago, un piccolo gesto che poteva esser comando o preghiera... Poi, chinò gli sguardi, e passò, impassibile.
Non capivo, provavo come una vertigine e un'imperiosa voglia di piangere.
Zarenine mi guardò attonito e mi chiese se mi sentissi male.
Gli dissi di no, ridendo nervosamente. Ma lo pregai di trovar mio marito e di mandarmelo. Volevo andar via, subito, subito. Quell'afa, quella folla, mi soffocavano. Era tutto una confusione, tutto. Non era più certa che quella donna che aveva trasalito e mossa la mano fosse Ninì Montelmo. Ma allora chi era?
VI.
La mattina dipoi, m'alzai per tempo. Non aveva punto dormito ed era giorno di festa, volli dunque recarmi a messa. Passando sotto l'atrio, vidi un marinaio in assisa bianca e col berretto ornato d'un nastro sul quale era la parola: Lux. Pareva attender qualcuno. Infatti; attendeva me e, non appena gli fui accennata, egli venne ad incontrarmi e mi presentò un biglietto: from Lady Helvellyn.