(Di mano di Lionardo.)

1545, di Roma. Riceuta addì 7 di gennaro: de l'ultimo di dicembre.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 9 di gennaio 1546.

CLX.

Al suo carissimo Lionardo Buonarroti come figliuolo in Fiorenza.

Lionardo. — I' ò oggi questo dì nove di gennaro 1545, dato qui in Roma a messer Luigi del Riccio scudi secento d'oro in oro, e' quali te li facci pagare costì in Firenze, per finirvi il numero de' mille scudi promessivi: però anderete a Piero di Gino Capponi e vi saranno pagati; fàtene la quitanza per tanti pagàtine qua, come è detto.

E messer Luigi detto scriverrà qui disotto l'animo mio verso di voi, perchè non mi sento bene e non posso più scrivere;[174] però sono guarito[175] et no' harò più male, Iddio grazia: così lo prego: il simile farai tu.

Io sono resoluto, oltre alli sopradetti danari, provedere costì a Giovan Simone, Gismondo, et a te scudi tremila d'oro in oro, cioè scudi mille per uno, ma a tutti insieme; con questo che si investischino in beni stabili o in qualche altra cosa che vi porti utile, e che resti alla casa. Però andate pensando di metterli in qualche cosa stabile et buona, et quando havete qualcosa che vi paia a proposito, avisatemelo, che vi farò la provisione de' danari. Et questa lettera fia comune a tutti a tre voi. Et non mi occorrendo altro, mi vi raccomando. Iddio ec. ec.

In Roma, il dì sopradetto.

Io Michelagniolo Buonarroti in Roma.