Lionardo. — Io ò caro che tu m'abbi avisato del bando,[198] perchè se mi sono guardato insino a ora del parlare e praticare con fuorusciti, mi guarderò molto più per l'avenire. Circa l'essere stato amalato in casa gli Strozzi,[199] io non tengo d'essere stato in casa loro, ma in camera di messer Luigi del Riccio, il quale era molto mio amico, e poi che morì Bartolomeo Angelini, non ò trovato uomo per fare le mia faciende meglio di lui, nè più fedelmente; e poi che morì, in detta casa non ò più praticato, come ne può far testimonanzia tutta Roma, e di che sorte sia la vita mia, perchè sto sempre solo, vo poco attorno e non parlo a persona e massimo di Fiorentini; e s'io son salutato per la via, non posso fare ch'i' non risponda con buone parole; e passo via: e se io avessi notizia quali sono e' fuoriusciti, io non risponderei in modo nessuno: e come ò detto, da qui inanzi mi guarderò molto bene, e massimo che io ò tanti altri pensieri, che io ò fatica di vivere.

Circa il far bottega, fate quello che a voi par di far bene, perchè non è mia professione e none posso dar buon consiglio; solo vi dico questo, che se voi mandate male i danari che avete, che voi non siate più per rifarvi.

Michelagniolo in Roma.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 7 d'aprile 1548.

CXCVI.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Io non ò risposto prima a l'ultima tua, perchè non ò potuto. Circa al tôr donna, tu di' che ti par da lasciar passare questa state: se a te pare, pare ancora a me. Dell'andare a Loreto dell'andare a Loreto[200] per tuo padre, se e' fu boto, mi pare da sodisfarlo a ogni modo; se gli è per bene che tu voglia far per l'anima sua, io darei più presto quello che tu spenderesti per la via, costà per l'amor di Dio, per lui, che fare altrimenti: perchè portar danari a' preti, Dio sa quel che ne fanno; e ancora il perder tempo, facendo bottega, non mi pare a proposito. Però e' ti bisognia, se tu ne vuoi far bene, stare in grandissima servitù, e por da canto i pensieri della giovanezza. Altro non m'acade. Circa la casa de' Corsi, vorre' sapere se ma' poi te n'è stato parlato. Racomandami al prete, al Guicciardino e a la Francesca.

A dì 7 d'aprile 1548.

Michelagniolo in Roma.

(Di mano di Lionardo.)