CCI.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ò ricievuto una soma di trebbiano e òlla avuta cara; nondimeno io ti dico, che tu non mi mandi più cosa nessuna, se io non te la mando a chiedere, perchè ti manderò i danari di quello che vorrò. Circa la bottega àrei caro m'avisassi come ti riescie. Altro non ò che dire. Racomandami al Guicciardino e alla Francesca e a messer Giovan Francesco.
Michelagniolo in Roma.
(Di mano di Lionardo.)
1548, di Roma, addì.... di giugno: de' dì.... detto.
Archivio Buonarroti. Di Roma, (28 di luglio 1548).
CCII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Tu mi scrivi come se' ricerco che comperi la casa de' Buondelmonti e con che patti; io ti rispondo che la casa mi piace, ma 'l modo del comperarla non mi pare altro che prestarvi su danari: però io licenzierei chi te la mette inanzi, perchè comperare una casa e non sapere se l'uomo se l'à a tenere o sì o no, mi pare una pazzia. Altro non m'acade. Racomandami al Guicciardino e alla Francesca.