Michelagniolo in Roma.
(Di mano di Lionardo.)
1548, di Roma, addì 2 d'agosto: de' dì 28 paxato.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 10 d'agosto 1548.
CCIII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Tu mi scrivi che avete per le mani un podere di mille trecento fiorini fuor della Porta al Prato. Se gli è cosa buona, a me pare che voi lo togliate a ogni modo, purchè abiate buon sodo, che e' non s'abbia a combattere: e bisognia aver cura che e' sia in luogo che Arno non gli possa nuocere. Quando si trovassi da fare qualche spesa grossa in una possessione lontana da Firenze dieci o quindici miglia, cioè di tre o quattro mila scudi, io la tôrrei, quando ne potessi aver l'entrata io; perchè, avendo perduto il Porto,[202] m'è di bisognio farmi qualche entrata che non mi possa esser tolta; e più volentieri la farei costà che altrove. Io ti scrivo questo, perchè, quando intendessi di qualche cosa buona o di più o di manco prezzo, me ne dia aviso e non ne fare romore. Altro non m'acade. Saluta tutti da mia parte e racomandami a messer Giovan Francesco. Adì dieci d'agosto 1548.
Michelagniolo in Roma.
(Di mano di Lionardo.)
1548, di Roma, addì 17 d'agosto: de' dì 10 detto.