Michelagniolo Buonarroti in Roma.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 21 di giugno 1553.

CCLXIV.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — I' ò ricievuto la soma del trebbiano che m'ai mandato, cioè quaranta quattro fiasci:[226] è molto buono, ma è troppo, perchè non ò più a chi ne donar come solevo; però se sarò vivo quest'altro anno, non voglio me ne mandi più.

Io ò provisto a dua anelli per la Cassandra, un diamante e un rubino; non so per chi mandartegli. Àmi ditto Urbino che si parte di qua dopo San Giovanni uno Lattanzio da San Gimigniano[227] tuo amico: ò pensato di dargli a lui che te gli porti, o vero tu mi adirizzi qualcun fidato, acciò che non sien cambiati, o che non vadin male. Avisami più presto che puoi quel che ti par ch'i' faccia. Come gli àrai, àrò caro gli facci stimare, per vedere se sono stato gabbato, perchè no' me ne intendo.

A dì 21 di gugnio 1553.

Michelagniolo Buonarroti in Roma.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 22 di luglio 1553.

CCLXV.