Lionardo. — Messer Francesco Bandini m'à domandato s'io voglio vendere le terre ch'io ò da Santa Caterina, che à uno suo amico che le comperrebbe volentieri. Io gli ò ditto che ogni cosa mia costà è vostra, e che voi ne farete, sarà ben fatto: e così vi rafermo. Però siate insieme tu e Gismondo e vedete che vi torna meglio, o danari o tenere le terre; e rispondi resoluto, acciò possa rispondere a detto messer Francesco. Altro non m'acade circa questo.
Un manovale della Fabrica qua di Santo Pietro m'à dato qua due scudi d'oro, che io gli mandi alla madre; però leggierai la poliza che sarà in questa, e dara'gli a chi la dice, perchè non ò da mandargli altrimenti.
A dì 30 di marzo 1555.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 10 di maggio 1555.
CCLXXVII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ti scrissi circa un mese fa che tu déssi dua scudi d'oro alla madre di Masino da Macìa che sta qua per manovale, che tanti n'avea qua dati a me, che io gniene mandassi. Non ò mai avuto risposta. Àrei caro m'avisassi se avesti la lettera e se gli à' dati o sì o no. Altro per questa non m'acade.
In questa sarà una di messer Giorgio pittore. Àrei caro che la déssi in sua propia mano, perchè è cosa che m'importa assai. A dì dieci di maggio 1555.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.