Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 25 di luglio 1556.
CCXCIV.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io intesi per l'ultima tua come eri d'acordo col Cepperello e del prezzo. Ora io ti dico che benchè sia caro cento scudi, che tu ài fatto bene: ma vorrei inanzi che io facessi pagare costà i danari, che tu t'assicurassi del sodo con diligenzia, e che tu non corressi a furia come à' fatto in sino a ora, e che tu m'avisassi dell'appunto de' danari che io t'ò a far pagare costà, cioè di quanti scudi io t'ò a far pagare costà o d'oro o di moneta. Lo scudo d'oro qua sono undici iuli, e di moneta, dieci. E se io indugiassi qualche dì a farti pagare i danari, non posso fare altro; perchè c'è da pensare a altro più che tu non credi, e non ò chi mi serva di simil cose. Bastiano[248] è forte ammalato, e dubito non si muoia. Tien fermo il mercato con Cepperello. Altro non m'acade. Credo stiate tutti bene e similmente la Cassandra. Racomandami a lei e pregàmo Iddio che ci aiuti, che ce n'è di bisognio.
Adì venticinque di luglio 1556.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 1 d'agosto 1556.
CCXCV.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.