A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ti scrissi della mia ritornata a Roma. Dipoi ebbi una tua, dove intesi come la Cassandra aveva partorita una bambina e che in pochi dì la s'era morta; di che n'ò avuto dispiacere assai: ma non me ne maraviglio, perchè noi abiàn questa sorte di non avere a multiplicare in famiglia a Firenze. Però prega Idio che e' viva quello che tu ài, e fa' di vivere anche tu, acciò che ogni cosa non abi a rimanere allo Spedale. Altro non m'acade. Racomandami a la Cassandra e a Dio, ch'i' n'ò bisognio.
In questa sarà una di messer Giorgio pittore: dàlla più presto che puoi.
Adì 19 di dicembre[253] 1556.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 6 di febbraio 1557.
CCCI.
Al suo carissimo Lionardo Buonarroti nipote carissimo in Firenze.
Lionardo carissimo. — Ho riceuto la vostra lettera et visto quanto mi scrivi circa sua Eccellenzia, imperò darai la inclusa a messer Lionardo[254] et scusami; che io non sono per mancare a sua Eccellenzia della promessa, et come vedrò il tempo, non mancherò; ma non posso così súbito, perchè bisogna dar ordine alle cose mie di qua: sì che io non ti dirò altro per adesso, per avere auto le lettere in sulle 24 ore di sabato. Così atendi a star sano et Dio ti guardi.
Di Roma, il dì 6 di febraro 1557.