Raccolta già Bustelli. Di Roma, 17 d'agosto 1557.
CCCVI.[262]
Lionardo. — Per l'ultima tua come per l'altre mi solleciti al tornare costà; e io ti dico che chi non è qua e non m'ode e non mi vede, non sa che starmi sia il mio qua. Però non bisognia dirmi altro. Io fo ciò ch'i' posso fare di me ne' termini ch'io mi trovo.
Circa la cortesia e amore e carità grandissima del Duca, io resto tanto vinto, ch'io non so che mi dire. Bisognia che messer Giorgio m'aiuti, perchè sa quanto bisognia ringraziare, e con che parole, uno che stima la mia vita più che non fo io medesimo, e massimo un senza pari. Altro non mi acade. Lo scrivere m'è di gran fastidio per esser vechio e pien di confusione. A dì 17 di agosto 1557.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Spicca la metà di questo foglio e dàllo a messer Giorgio, perchè va a lui. Non ho scritto altrimenti, perchè non avevo più carta in casa.
Museo Britannico. Di Roma, di settembre 1557.
CCCVII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.