Io Andrea cofeso avere ricevuti deti denari co' Domenico mio compangnio.

Io Domenico e Andrea confessiamo avere ricevuto ogi questo dì 25 d'aprile 1519 ducati trentatre d'oro larghi per sopradetto conto.


4 detto.

Ricordo come oggi questo dì quattro d'aprile mille cinquecento diciannove io Michelagniolo, scultore fiorentino, ò allogato overo dato a fare uno carro a dua ruote a Pierino di Girolamo del Bianco da Massa, con questi patti: che io gli debba dare dodici lire dell'una delle ruote finita del legname solo; con questo inteso, che dandogli e' ferri, me le debba ancora ferrare pel detto prezzo: e per caparra di ciò, oggi questo dì detto gli ò dato, al detto maestro, ducati dua in Seravezza, presente prete Agostino.

E oggi questo dì sopradetto ò dato qui in Seravezza ducati dua a Donato Benti che vadi a Carrara e che dia abozare una pietra che io ò a Sponda, che io comperai da Lotto scudi dieci; e come è detto, Donato la dia abozare per una figura di cinque braccia, e dia detti dua ducati che io gli ò dati di caparra.

6 detto.

Adì sei di detto per mandare uno a Firenze per le girelle delle taglie che le conduca in Pisa, grossi sette.

8 detto.

E a dì otto d'aprile dètti ducati dua al Pollina, a Leone e a Bello da Carrara, per conto di certi marmi ànno tolto a farmi. Ànno promesso in fra tre o quattro dì venire qui a Seravezza a fare el contratto di detta allogagione di marmi.