Io Pietro Urbano, garzone di Michelagnolo Buonarroti, ò ricevuti questo dì dicotto d'aprile 1521 da Bernardo da Verrazano e compagni, ducati sedici d'oro in oro larghi, li quali mi pagano per ordine d'Averardo e Battista Salviati e compagni di Firenze, per altanti da ser Giov. Francesco, cappellano di Santa Maria del Fiore: e per fede ò fatto questa prima quietanza di mia propria mano, adì detto, in Roma.
Io Pietro Urbano scrissi.
2 di maggio.
Ricordo come oggi questo dì dua di maggio mille cinquecento ventuno rende' a Lionardo sellaio ducati quatro, che gli avea prestati a Roma a Pietro da Pistoia che sta meco: e contogniene per me ser Giovan Francesco, capellano di Santa Maria del Fiore, nello spezial del Diamante, mie presenzia.
Sepolture di San Lorenzo.
1521 9 d'aprile.
A dì nove d'aprile mille cinque cento venti uno ebbi dal cardinale de' Medici, e per lui da Domenico Boninsegni, ducati dugiento per andare a Carrara allogare a cavare e' marmi per le sepulture che vanno nella Sagrestia nuova di San Lorenzo. Andai a Carrara e là stetti circa venti dì, e là feci tutte le misure di dette sepulture di terra e disegniate in carta, allogai e' marmi in dua parte a dua compagnie, cioè a Marcuccio e a Francione del Ferraro da Carrara, e a questi dètti cinquanta ducati d'oro di caparra, come apariscie pel contratto di ser Calvano da Carra(ra). L'altra compagnia fu el Pollina, Leone e 'l Bello e Quindici uomini tutti da Torano, villa di Carrara: e a questi dètti ducati cento, come apariscie per un altro contratto di detto ser Calvano. Menai un garzone, Scipione da Settigniano, che stéssi là a fare osservar le misure e la qualità de' marmi, e dàvogli sei ducati el mese, e dèttigli dieci ducati inanzi. Menai un altro garzone meco a cavallo, Rafaello di Batista della Palla, al quale donai tre ducati. Tornati che fùmo, presente Stefano miniatore, fra cavagli e spese con tutte le spese dette, mi restò de' dugento ducati alla tornata in mano, ducati ventitre.
20 di luglio.