E a dì tre di febbraio a Bastiano quattordici quattrini per una libbra d'aguti, e sei quattrini a un portatore per portare un pezzo di tiglio da San Lorenzo a casa.

E a dì quattro di febbraio a quattro portatori che portorno da casa mia a San Lorenzo un cassone col coperchio per un modello delle sepulture, soldi venti tre e un quattrino.

E a dì cinque dètti a quattro facchini sei crazie, perchè mi portorno un tiglio intero dall'Opera a San Lorenzo.

E a dì sei di detto per cinque giornate a Bastiano legnaiuolo lire sette e mezzo, presente Stefano.

E al Candela legnaiuolo oggi detto dì sei per cinque giornate lire quattro, presente Stefano.

E oggi detto dì sei pagai a Baccio da Frascoli, overo da Decomano, lire sei e soldi cinque, presente Stefano miniatore; per nove braccia d'asse di mezzo, e per undici braccia di terzo, in bottega sua propia.

E detto dì sei pagai a Bastiano, detto Bargiacca, scarpellino da Fiesole, lire tre e soldi quattro per quattro giornate per intaccare e ridirizzare e' quadri della vôlta della Sagrestia di San Lorenzo per potere far di stucco.

E a un segatore detto dì, soldi ventidua, manco un quattrino, per segar tiglio per fare cornice pe' sopra detti modegli.

E a dì otto di detto, dètti a Goro che forma carlini tre in bottega sua nella via de' Martegli, per una certa quantità di terra di cimatura che lui mi dètte e acconciò per fare uno de' quadri della vôlta della Sagrestia di San Lorenzo, acciò che quegli che l'ànno a fare di stucco vegghino com'ella à stare.

E detto dì, tre crazie in tre facchini che portorono tre carichi di scaglie di marmo dalla stanza mia di Via Mozza a San Lorenzo, per pestare e mettere in sulla calcina per fare lo stucco per detta vôlta.