E a dì tredici di detto pagai a Bastiano legnaiuolo lire nove per sei giornate per conto de' modegli della Sagrestia di San Lorenzo, cioè delle sepulture.

E detto dì a Bastiono, detto Bargiacca, scarpellino da Fiesole, pagai lire quattro e soldi sedici per sei giornate per fare certe intaccature alla vôlta della Sagrestia.

E detto dì pagai al Candela legnaiuolo lire quattro per cinque giornate pe' detti modegli.

E detto dì pagai a Stefano miniatore uno ducato che e' pagassi al Nizza legnaiuolo per resto di asse che e' tolse da lui pe' detti modegli.

E detto dì rende' a Stefano miniatore soldi otto per quattro fasci ch'egli avea fatti portare, cioè una panca da legnaiuoli a San Lorenzo con un pezzo di tiglio da casa mia.

E detto dì ò renduto a Stefano lire otto e soldi quattro per libbre ottocento venti di bianco ch'egli avea tolto e pagato a Giuliano, fornaciaio da Castello, a ragione di soldi otto lo staio. Fassi lo staio libbre quaranta: e tolselo per conto dello stucco della vôlta della cappella nuova, overo Sagrestia di San Lorenzo.

E detto dì rende' a Stefano soldi otto per sei some di rena grossa per conto dello stucco.

E detto dì rende' a Stefano soldi venti dua per dua vagli ch'egli avea comperati per detto conto.

E detto dì rende' a Stefano venti otto quattrini per dua libbre d'aguti tolti per detto conto.

E a dì venti di detto a Bastiano legnaiuolo per sopra detto conto per sei giornate, lire nove: portò Stefano miniatore.