[118.] Strozzi.
[119.] Bernardino di Pier Basso, ricordato altre volte.
[120.] Di Pietrasanta e di Seravezza.
[121.] Dopo la morte di papa Giulio, Leonardo Grosso Della Rovere detto il Cardinale Aginense, e Lorenzo Pucci, datario, poi cardinale Santiquattro, avendo come suoi esecutori testamentarii avuto commissione di procurare che la sepoltura del Papa si facesse, fermarono a questo effetto con Michelangelo per istrumento del 6 di maggio 1513, rogato da Francesco Vigorosi notaio dell'Auditore della Camera Apostolica, una nuova convenzione, colla quale egli si obbligava di finire quel lavoro dentro sette anni, per il prezzo di sedicimila cinquecento ducati, computati i tremila ducati avuti innanzi da papa Giulio; col patto che di questi danari gli dovessero essere pagati ducati dugento al mese per due anni, e per gli altri cinque anni che restavano, ducati centotrenta mensuali, fino al compimento della detta somma. La forma della sepoltura era un quadro veduto solamente da tre faccie, appiccandosi la quarta al muro. In essa dovevano andare ventotto figure di tutto tondo e maggiori del naturale, oltre tre storie di marmo o di bronzo, secondochè meglio fosse piaciuto. Ma tre anni dopo, e così a' dì 8 di luglio del 1516 con contratto stipulato tra i detti esecutori testamentarii e Michelangelo, rogato da Albizo di Ser Francesco Seralbizi notaio fiorentino dimorante in Roma, fu fatta nuova convenzione, cassando la precedente, nella quale Michelangelo prometteva di dare finita l'opera, secondo un nuovo modello e disegno da lui presentato, per il medesimo prezzo di sedicimila scudi, e dentro lo spazio di nove anni. In questo nuovo disegno le figure di tutto tondo erano ventidue, oltre cinque storie di bronzo in bassorilievo. Ma questa magnifica opera andò poi per le successive convenzioni del 1532 e del 1542 tanto ristringendosi, che all'ultimo le 28 statue della prima convenzione, e le 22 della seconda furono ridotte a sette, e delle storie non se ne fece niente.
[122.] Domenico Fancelli, scultore fiorentino, ricordato altre volte.
[123.] Benedetto di Bartolommeo da Rovezzano, scultore.
[124.] Perchè morto Lodovico XII, era succeduto Francesco I.
[125.] Domenico Fancelli, scultore, soprannominato il Zara, come è stato già detto indietro.
[126.] È certo che Michelangelo aveva promesso di fare un quadro di pittura a Pier Francesco Borgherini, e di questo si parla anche nelle lettere di Buonarroto suo fratello e di Lionardo sellaio: però il soggetto è ignoto. Ma poi si vede che Michelangelo non ne fece altro; anzi propose al Borgherini di dare a fare il quadro ad Andrea del Sarto, del quale pare che egli non restasse troppo soddisfatto. Nondimeno diede a dipingere a lui, al Pontormo e al Granacci per ornamento d'una sua camera alcune tavolette con i fatti di Giuseppe Ebreo. Delle quali tavolette, quattro sono oggi nella R. Galleria degli Uffizi comprate nel 1584 dal Granduca Francesco: le due d'Andrea per 360 scudi e le altre del Pontormo per 90.
[127.] Cioè l'accordo tra Francesco I e papa Leone, nel quale erano compresi, oltre la Repubblica di Firenze, ancora Giuliano e Lorenzo de' Medici.