[158.] Sua nipote, e figliuola di Buonarroto.
[159.] Anche in questa, come nella precedente, manca l'indirizzo.
[160.] Michele di Niccolò Guicciardini, marito fino dal 1537 della Francesca sua nipote.
[161.] Michelangelo aveva assegnato per dote alla Francesca sua nipote il podere di Pozzolatico, detto Capiteto. Ma poi se lo riprese nel 1540, mediante lo sborso di 700 ducati.
[162.] Fattucci.
[163.] Fattucci.
[164.] Erano i marmi che Michelangelo aveva nella sua stanza di Via Mozza, comprati in questo anno dal duca Cosimo de' Medici, e che servirono a Baccio Bandinelli per il lavoro del Coro del Duomo. Pe' quali fu sborsato il prezzo che si dice nella lettera, finito di pagare al Buonarroti nel settembre del 1559.
[165.] Intendi del ritratto del duca Cosimo.
[166.] Manca l'indirizzo. Si vede bene che questa lettera fu scritta da Michelangelo, quando Lionardo andò a Roma a visitarlo dopo la grave sua malattia: il che Michelangelo ebbe molto per male.
[167.] Ossia il provento del porto del Po a Piacenza.