[188.] Cioè, consumando il capitale senza frutto, per non esercitarlo.

[189.] Giuliano, pittore. Morì d'anni 79, a' 17 di febbraio 1554.

[190.] Così dice per svista, invece di lettere.

[191.] Questo che segue è pubblicato dal Grimm, Op. cit., pag. 739.

[192.] Forse, dire.

[193.] Parla del suo cognome, il quale voleva si dicesse de' Buonarroti Simoni, per essere stati nella sua famiglia parecchi individui col nome di Simone e di Buonarroto, sebbene egli si sottoscriva sempre Buonarroti.

[194.] Manca la sottoscrizione.

[195.] La lettera è scritta da Bianello de le quattro Castella il dì 8 d'ottobre 1520. In essa dice il Conte, che ricercando nelle cose antiche di sua casa aveva trovato un messer Simone da Canossa essere stato nel 1250 Potestà di Firenze. Da questo messer Simone si pretendeva aver avuto principio in Firenze i Buonarroti Simoni. Pare che Michelangelo credesse a questa sua parentela coi Conti di Canossa, e il Condivi, che si sa avere scritto la Vita del Buonarroti, secondo le informazioni avute in gran parte da lui, racconta la stessa cosa; come pure il Vasari, sebbene dubitativamente, il Borghini nel suo Riposo, il Varchi nell'Orazione funebre, il Mazzucchelli negli Scrittori italiani, ed il Litta nella Famiglia Buonarroti, seguitando semplicemente la tradizione. Ma la vanità di questa credenza, e come essa contraddica alla verità storica, è stata ultimamente mostrata con buone ragioni ed argomenti dal marchese Giuseppe Campori nel suo Catalogo degli Artisti italiani e stranieri negli Stati Estensi. Modena, 1855, in-8º.

[196.] La prima parte di questa lettera è pubblicata dal Grimm, Op. cit., pag. 731.

[197.] Morì a' 9 di gennaio del 1548, e fu sepolto nell'avello gentilizio in Santa Croce.