II.

Domino Lodovico Buonarroti in Firenze.

Al nome di Dio. A dì 19 d'agosto 1497.

Carissimo padre, ec. Avisovi come venerdì giunse qua Bonarroto; e io come lo sepi, andai all'osteria a trovallo; e lui mi raguagliò a boca come voi la fate, e diciemi che Consiglio[5] merciaio vi dà una gran noia e che non si vuole acordare i' modo nessuno, e che vi vuole far pigliare. Io vi dico che voi veggiate d'accordalla e di dàgli qualche ducato inanzi; e quello che voi rimanete d'accordo di dargli, mandatemelo a dire, e io ve gli manderò, se voi no' gli avete; benchè io n'abbi pochi, come io v'ò detto, io m'ingiegnierò d'acattargli, acciò che non s'abbi a pigliare danari del Monte, come mi dicie Bonarroto. Non vi maravigliate che io v'abbi scritto alle volte così stizosamente, che io ò alle volte di gran passione per molte cagione che avengono a chi è fuor di casa.

Io tolsi a fare una figura da Piero de' Medici[6] e comperai il marmo: poi noll'ò mai cominciata, perchè no' mi à fatto quello mi promesse: per la qual cosa io mi sto da me, e fo una figura per mio piaciere; e comperai un pezo di marmo ducati cinque e non fu buono: ebi buttati via que' danari: poi ne ricomperai un altro pezzo, altri cinque ducati, e questo lavoro per mio piaciere: sì che voi dovete credere che anch'io spendo e ò delle fatiche: pure quello mi chiederete, io ve lo manderò, s'io dovessi vendermi per istiavo.

Buonarroto è giunto a salvamento e tornasi all'osteria, e à una camera e sta bene e non gli mancherà mai nulla, quant'e' vorrà stare. Io non ò comodità di tenello meco, perchè io sto in casa altri, ma basta ch'io non gli lascierò mancar nulla. Sano: così spero di voi.

Michelagniolo in Roma.

(Di mano di Lodovico)

Dicie aiutarmi pagare Consiglio.

Museo Britannico. Di Roma, 31 di gennaio 1507.