[325.] Il cardinale Giulio de' Medici, eletto papa col nome di Clemente VII il 19 di novembre 1523.
[326.] Di questa lettera è un'altra bozza, di poco variata, nel detto Archivio Buonarroti.
[327.] Stefano di Tommaso, il quale lasciata l'arte sua del miniare si era dato all'architettura; e Michelangelo si servì di lui nel muramento della Cappella de' sepolcri medicei, non senza averne ricevuto dispiaceri, come vedremo più innanzi. Morì il 10 dicembre del 1534.
[328.] È noto che nell'anno 1503 Pietro Soderini, gonfaloniere perpetuo della Repubblica di Firenze, allogò a dipingere l'una metà della Sala del Consiglio nel palazzo della Signoria a Lionardo da Vinci, e l'altra a Michelangelo; e che per fare queste loro opere aveva il Buonarroti disegnato il famoso cartone con un episodio della guerra di Pisa, e il Vinci dipinto il suo, dove era un gruppo di cavalieri che combattevano per l'acquisto d'una bandiera. Una delle cose più notabili in questo racconto è il dirsi che Giulio II mandò un uomo apposta a Firenze a richiedere Michelangelo, e condurlo a Roma. Il che non si legge in nessuno de' suoi biografi.
[329.] Allogati a Michelangelo con deliberazione de' 24 di aprile 1503. Ma di queste dodici figure che dovevano andare in Santa Maria del Fiore in luogo delle antiche pitture degli Apostoli fatte da Bicci di Lorenzo, è noto che Michelangelo non ne cominciò che una sola, la quale è il San Matteo, oggi conservata, appena abbozzata, nell'Accademia delle Belle Arti di Firenze.
[330.] Atalante, figliuolo naturale di Manetto Migliorotti fiorentino, nacque nel 1466 e fu scolare di Lionardo da Vinci nel sonare il liuto. Giovanetto di circa sedici anni fu condotto dal Vinci a Milano, allorchè egli andò alla corte di Lodovico il Moro. Atalante fino dal 1513 era uno de' soprastanti alla fabbrica di San Pietro, nel qual ufficio durava ancora nel 1516. Le sue memorie non vanno oltre il 1535.
[331.] Il contratto è dell'8 di luglio 1516, e fu stipulato tra Lionardo Grosso, detto il Cardinale Aginensis, nipote di papa Giulio, e Lorenzo Pucci, cardinale del titolo de' Santi Quattro, esecutori testamentari di papa Giulio, da una parte, e Michelangelo dall'altra; il quale si obbligò di fare la detta sepoltura secondo un nuovo disegno e modello, dentro il termine di nove anni e per il prezzo di sedici mila cinquecento ducati, compresi i 3500 già ricevuti.
[332.] Pubblicata dal Grimm, Op. cit., pag. 708. Altra bozza della precedente.
[333.] Vedi quello che intorno a maestro Bernardino è stato detto a pag. 75, [nota] 2, di questa Raccolta.
[334.] Stefano miniatore, andato a Carrara per conto dei marmi delle sepolture medicee.