A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.

Buonarroto. — Egli è già quindici dì che io credetti essere costà, perchè io stimavo súbito finita la mia figura, che costoro la mettessino in opera. Ora costoro mi dòndolano e non ne fanno niente: e io ò comessione dal Papa non mi partire, s'ella non è in opera: i' modo, che e' mi pare essere impacciato. Starò a vedere ancora tutta questa settimana: e se e' non dànno altro ordine, io me ne verrò a ogni modo,[85] sanza osservare la comessione.

In questa sarà una che va al cardinale di Pavia, nella quale gli replico questa cosa, acciò che e' non si possa dolere. Però fa'gli una coverta e dirizala a Giuliano da Sangallo per mia parte, e prègalo che la dia in propria mano.[86]

(Dietro, di mano di Buonarroto.)

1507, da Bologna, a' dì 18 di febraio: ricevuta dì detto.

Museo Britannico. Di Roma, 2 di luglio (1508).

LXXVI.[87]

A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.

Buonarroto. — L'aportatore di questa sarà uno giovine spagnuolo, il quale viene costà per imparare a dipigniere, e àmmi richiesto che io gli facci vedere el mio cartone che io cominciai alla Sala;[88] però fa' che tu gli facci aver le chiavi a ogni modo e se tu puoi aiutarlo di niente, fallo per mio amore, perchè è buono giovane.

Giovansimone si sta qua, e questa settimana passata è stato amalato; che non m'à dato picola passione, oltre a quelle che i' ò: pure ora sta assai bene. Credo si tornerà presto costà, se farà a mio modo, perchè l'aria di qua non mi pare facci per lui. Racomandami a Tomaso comandatore, e all'Araudo.