A' dì dua di luglio.
Michelagniolo in Roma.
Racomandami a Giovanni da Ricasoli.
Archivio Buonarroti. Di Roma, (di luglio 1508).
LXXVII.
Buonarroto di Lodovico Buonarroti. Firenze.
Buonarroto. — I' ò inteso per una tua come di costà le cose vanno: della qual cosa n'ò dispiaciere assai, e più ancora vegiendo nel bisognio che voi siate, e massimamente di Lodovico, che tu mi scrivi com'egli àrebbe bisognio di farsi qualche cosa indosso.
Io scrissi più giorni fa a Lodovico, come io avevo marmi qua per quatrociento ducati largi, e com'io ci ò debito su ciento quaranta ducati largi, e com'io non ò un quatrino; e così lo scrivo a te, perchè tu vega che per adesso non vi posso aiutare, perchè i' ò a pagare questo debito e ancora mi bisognia vivere, e oltr'a questo, pagare la pigione. Sì che ò delle fatiche assai: ma spero d'uscirne presto e potervi aiutare.
Tu mi scrivi che io cierchi d'uno aviamento per te: io non saperrei che mi trovare, nè che mi ciercare. Io manderò più presto che io potrò per te, e starai tanto a Roma, che tu troverai qualche aviamento a tuo modo. Non altro. Con questa sarà una del Granaccio. Priègoti gniene dia, e ricordagli che mi facci il servizio che io gli domando.