Michelagniolo scultore in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, 31 di luglio (1508).

LXXVIII.

A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze.

Buonarroto. — Io ti mando la rifiutagione ch'io ò fatta per man di notaio, come Lodovico mi manda a chiedere, della redità di Francesco:[89] però súbito che tu l'ài, dàlla a Lodovico, che e' sappi che la sarà in questa lettera. Avisoti come Piero Basso[90] si partì di qua martedì mattina amalato, o volessi io o no: e' me n'è saputo male, perchè sono restato solo, e anche perchè ò paura non si muoia per la via: ma e' s'era cacciato tanta paura nel capo di questa aria, che mai non ce l'ò potuto tenere e credo sarebe guarito in quatro dì, se ci fussi stato, per quel che m'era detto da altri. Però avisami s'egli è gunto costà.

In questa sarà una lettera che va a uno che si chiama Giovanni Michi, el quale volse già stare meco qua e ancora mi scrive che starebbe: e io per questa lettera gli rispondo quello che gli à a fare se e' vòle. Però ti prego che tu vadi in San Lorenzo, dove lui mi scrive che sta, e fa' di trovarlo e da' gli la lettera e fa' d'avere risposta resoluta, perchè io non posso star solo: e anche non si truova di chi fidarsi. Avisami subito.

Io ti scrissi come voi fermassi quel pezzo di terra di Nicolò della Buca e facessiti far tempo un mese. Così credo che àrete fatto: e io ò a mandare intorno a mezo agosto danari costà per comperare azurro, infra quali manderò ancora quegli di Nicolò. Raguaglia Lodovico. Non ò tempo da scrivere.

Intesi come lo spagnuolo non aveva avuto la grazia d'andare alla Sala. L'ò avuto caro; ma prègagli[91] per mia parte quando gli vedi, che faccino così ancora agli altri: e racomandami ancora a loro.

A dì ultimo di luglio.

Michelagniolo in Roma.