[555.] Fu eletto papa col nome di Paolo IV, il 23 di maggio 1555.
[556.] I Ricordi per tal conto vanno fino al luglio del 1563.
[557.] Giovanni della Groslaye, francese, cardinale del titolo di Santa Sabina e chiamato il Cardinale di San Dionigi.
È noto che il gruppo della Pietà stette dapprima nella cappella di Santa Petronilla del vecchio San Pietro, e che poi rovinata la detta cappella nella riedificazione di quel tempio, fu trasportato nell'altra detta della Madonna della Febbre, dove ancora si vede. Michelangelo per provvedere il marmo che gli bisognava, fu senza dubbio a Carrara; e di queste, che furono forse le sue prime gite colà, abbiamo la prova nelle seguenti due lettere del Cardinale suddetto: l'una agli Anziani di Lucca, pubblicata dal marchese Campori nelle Notizie biografiche degli Artisti della provincia di Massa: Modena, Vincenzi, 1874, in-8º, e l'altra, fino ad ora inedita, alla Repubblica di Firenze.
(Archivio di Stato in Lucca.)
«Magnifici ac potentes Domini tanquam fratres honorandi. — Novamente ci semo convenuti con maestro Michele Angelo di Ludovico statuario fiorentino presente latore, che ei faccia una pietra di marmo, cioè una Vergine Maria vestita con Cristo morto, nudo in braccio, per ponere in una certa Cappella, quale noi intendemo fondare in S. Piero di Roma nel luocho di Sancta Peronella; et conferendosi lui al presente lì in quelle parti per far cavar et condurre qui li marmi a tale opera necessarij, noi confidentemente preghiamo le Signorie vostre a nostra comtemplatione li prestino ogni aiuto et favore per tal cosa, come da lui più a pieno gli sarà exposto: il che tutto reputaremo esser fatto in noi propio come in verità sarà facto: et di tal benefitio non ci scorderemo: ma achadendo che mai possiamo riservire le Signorie vostre in cosa alchuna per effecto, intenderano quanto questo haveremo hauto accepto et grato. Bene valete.
«Rome, die xviii novembris 1497.
«Io: tituli Sancte Sabine
presbiter Cardinalis
Sancti Dionisij, ec.»
(Archivio di Stato in Firenze.)
«Excelsi ac potentes Domini tanquam fratres precipui, salutem. — Per che intendemo esser impedito a Carrara uno nostro; quale havemo mandato lì per cavare marmi et farli condure a Roma per une certa opera che intendemo domino concedente far fare in una nostra cappella in S. Piero di Roma, ricurremo a le Signorie Vostre, pregandole vogliano scrivere per tal modo al Marchese di quello luoco, al quale etiam noi scrivemo, che mediante el conveniente prezo da pagarsi per dicto nostro, ogni impedimento rimoto, li lassi cavare et trasportare dicti marmi, et si degni prestarli ogni aiuto, non sia per alcuno modo turbato, o vero in longo detenuto. Il che certamente haveremo da le Signorie Vostre a gratia singulare. Et a li suoi beneplaciti sempre ce offerimo. Bene valete.