A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.
Buonarroto. — In questa sarà una lettera di cambio di ducati novecento d'oro largi, e' quali m'ànno a pagare i Benintendi, cioè Lorenzo Benintendi, visto la presente: fa' d'averne la promessa in questo mezo, se io non fussi gunto costà: che credo partirmi domattina. A dì ultimo di marzo.
Michelagniolo scultore in Roma.
(Dietro, di mano di Buonarroto.)
Da Roma: a dì 5 d'aprile 1515 ricevuta.
Museo Britannico. Di Roma, 28 di aprile (1515).
XCIV.
A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.
Buonarroto. — Io son gunto adesso in Roma a salvamento, grazia di Dio. Prègoti che tu mi mandi quel perpigniano più presto che tu puoi e tô'lo di quello colore pieno che tu mi mostrasti un saggio, e fa' sopr'ogni cosa che sia bello: e tônne cinque braccia e fa' di mandarlo o pel fante o per altri, pur che e' venga presto: e intendi poi dallo Spedalingo se e' mi può far pagar qua quegli trecento novanta cinque ducati; e ritienti di questi quello che costerà il detto perpigniano; e prègoti lo mandi presto, e dirizalo a me o a Domenico Boninsegni in palazo in casa el cardinale de' Medici. Non ò da dire altro per adesso. A dì venti 8 d'aprile.
Michelagniolo in Roma.