Museo Britannico. Di Roma, (19 di maggio 1515).

XCV.

A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.

Buonarroto. — I' ò ricevuto el perpigniano: è buono e bello. La lettera del cambio che tu mi mandasti, none sta bene, perchè la dice che e' Gadi mi pagino ducati di camera e io gli ò avere d'oro largi: però non gli ò voluti pigliare: e rimàndoti la lettera in questa. Fàttene fare un'altra che stia bene e rimàndamela. Non altro. Non ò tempo da scrivere.

Michelagniolo in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, (2 di giugno 1515).

XCVI.

A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.

Buonarroto. — I' ò ricevuti e' danari da' Gadi, ciò è trecento novanta tre ducati largi. Tu mi scrivi che vorresti che io t'aiutassi qua di quella cosa che tu mi parlasti costà quando v'ero. A me non basta l'animo aiutarti di simil cosa, perchè non ci ò mezo; che se io l'avessi, m'aiuterei delle cose mia che importano molto più. Dello scrivere costà a Filipo,[111] io non ci ò tal familiarità, che io lo facessi, e ancora so che lui non farebbe conto di mia lettere: pure se tu vuoi che io gli scriva, scrivimi una lettera tutta intera come tu la vòi, e io la farò come quella apunto.

In questa sarà una che va a Carrara: prègoti che tu vega di mandarla segretamente che e' non lo sappi nè Michele,[112] nè nessuno dell'Opera, nè altri. Vedi se Luigi Gerardini avessi modo da mandarla bene: e racomandami a lui e digli che io lo ristorerò. Non altro.