Michelagniolo scultore in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, 16 di giugno 1515.

XCVII.

A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.

Buonarroto. — Io ò scritto la lettera a Filipo Strozi: guarda se ti piace e dàgniene: quando non stéssi bene, so che m'àrà scusato, perchè non è mia professione: basta che e' ti serva. Io vorrei che tu trovassi lo spedalingo di Santa Maria Nuova e che tu mi facessi pagar qua mille quatro cento ducati di quegli che gli à di mio, perchè qua mi bisognia fare sforzo grande questa state di finire presto questo lavoro,[113] perchè stimo poi avere a essere a' servizi del Papa.[114] E per questo ò comperato forse venti migliaia di rame per gittar certe figure. Bisogniami danari: però visto la presente, fa' con lo Spedalingo che e' me gli facci pagare; e se tu potessi fare con Pier Francesco Borgerini, che è costà, che lui me gli facessi pagare qua da' sua, l'àrei molto caro, perchè Pier Francesco è mio amico e mi servirebe bene: e non far rumore, perchè vorrei mi fussino pagati qua segretamente: e di quello che resta a Santa Maria Nuova, pigliane buona cautela dallo Spedalingo, per buon rispetto. Io aspetto e' danari. Non altro.

A dì 16 di gugnio 1515.

Michelagniolo in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, (30 di giugno 1515).

XCVIII.

A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.