Buonarroto. — Passando io a questi dì dal banco de' Borgerini, mi disse el cassiere avermi a pagare cierti danari e ch'erono a mia posta. Non gli ò voluti pigliare, se prima non ò lettere da te della quantità. Scrissi la lettera che tu mi domandasti. So che non stava bene, perchè non è mia professione e non ò 'l capo a simil cose. Altro non m'acade. Con questa sarà una lettera che va a Michele. Prègoti che la dia a lui propio.
Michelagniolo in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (7 di luglio 1515).
XCIX.
A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.
Buonarroto. — I' ò ricievuto e' danari da' Borgerini e ànnomi servito bene. Ora io vorrei che tu pigliassi e' libro e le carte del resto de' danari ch'egli à[115] e che tu me lo mandassi per tenerlo apresso di me, benchè io gli vo' cavar di mano presto ciò che gli à di mio, per buon rispetto: e basta.
Intesi per la tua ultima, come la lettera che io ti mandai[116] stava bene e come la potrebbe giovare ne' casi dell'albitrio. Dio il voglia! Manda'ti pel passato in una tua, una di Michele: vorrei mi facessi rispondere, acciò che io possa pigliare altro partito. Benchè e' non sia da fondar cosa nessuna sopra Michele, pure questa cosa che io gli domando, credo che la sappi, ciò è se io son per avere marmi questa state da Pietra Santa; perchè qua m'à detto Domenico Boninsegni che intende che la strada[117] è presso è fatta: però di' a Michele che mi risponda. Non altro. Badate a' fatti vostri e massimo dell'anima, perchè oggi par che bisognia.
Michelagniolo scultore in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (28 di luglio 1515).