[41] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 21.
[42] Saba Malaspina, cont., pag. 395, 396.
Nic. Speciale, lib. 1, cap. 22.
Bart. de Neocastro, cap. 61.
E con meno particolarità, d'Esclot, cap. 102.
[43] Saba Malaspina, cont., pag 395, 397.
[44] Montaner, cap. 70, 75.
Il quale scrittore porta con molta confusione e inesattezza questa prima guerra di Calabria, talchè inutile opera sarebbe a notar d'uno in uno i suoi errori.
Il d'Esclot, più accurato sempre, non dice che la fazion di
Seminara. Ei passa sotto silenzio la cagione del sollecito ritorno
di Pietro in Sicilia.
È da notare che, raccontando come gli almugaveri nell'infestar le Calabrie spingeansi fino agli alloggiamenti nemici, d'Esclot, a cap. 103, porta il seguente fatto. Preso da' nimici un almugavero, e portato al principe di Salerno, questi vedendol piccino, male in arnese, e orrido d'aspetto, sclamò che gente sì cattiva e selvatica non potea aver cuore. E l'almugavero replicava: ch'egli era l'ultimo di sua gente, ma pur si proverebbe col miglior cavaliere francese, a patto che vinto rimanesse a discrezione, vincitore avesse la libertà. Nella bizzarria dei tempi il principe assentiva. Talchè rese all'almugavero le sue armi, e fatto venire un valente cavalier francese, fuor le trincee si die' luogo al duello. Il cavaliero preso del campo si serra sull'almugavero; il quale schivando d'un salto la lancia, trasse al cavallo un fermo colpo di giavellotto alla spalla; e, abbattutolo, vien addosso al cavaliero, tagliali i lacci dell'elmo, e con la coltella già l'uccidea. Allora il principe donatagli una veste, libero il rimandò a Messina. E Pietro gareggiando in cortesia, rendea al Francese dieci prigioni anco vestiti, dicendo che così sempre darebbe dieci per un de' suoi.