[10] Lünig, loc. cit. n. 43.

Ecco il sommario di questa bolla, data di Perugia il quarto dì anzi le calende di marzo dell'anno primo di Clemente IV.

Discorso a lungo della concessione precedente a Edmondo d'Inghilterra, la quale si replica esser nulla, per le non adempiute condizioni, e per la mancanza di un atto in buona forma; il regno di Sicilia, con tutta la terra tra lo stretto e i confini dello stato della Chiesa, è dato a Carlo d'Angiò, che prima della festa prossima di san Pietro, vada a Roma per l'investitura, mentre il cardinale delegato a questo negozio in Francia gli darebbe un sussidio sulla decima delle chiese, e predicherebbe la croce contro Manfredi.

Le condizioni della concessione sono:

1. Resti Benevento alla Chiesa.

2. Carlo, e i suoi, e gli eredi non possano avere proprietà, nè autorità in alcuna terra appartenente alla Chiesa di Roma.

3. Diansi alcuni privilegi a Benevento.

4. Ordine della successione, con la ricadenza alla Chiesa, in difetto di eredi legittimi e del sangue.

5. Censo di ottomila once di oro alla Chiesa, in ogni anno; e
scomuniche e caducità dal regno se non si paghi.

6. Dopo l'acquisto del reame, in tutto o in parte, Carlo paghi alla Chiesa 50,000 marchi per le spese sostenute da lei.