Moltissimi diplomi ci ha poi, su le sforzate distribuzioni della bassa moneta, nel r. archivio di Napoli; un de' quali dato il 13 agosto sesta Ind. (1278) si trova nel registro segnato 1268, A, fog. 127. Un altro del 5 settembre sesta Ind. (1277) per la distribuzione di libbre 8,830 di moneta nuova, alla solita ragione di 3 libbre ad oncia di valore, talchè se ne doveano ricavare, continua il diploma, once 2,943. 11. 10, reg. 1268, O, fog. 3; e parecchi altri veggonsi notati nell'Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli per monsig. Scotto, tom. I, Napoli, 1824.

Una di queste pergamene contien la distribuzione alle città e terre della Sicilia di là del Salso (regione occidentale); e questa, perchè mostra particolari importanti, l'ho io trascritto dall'originale, e la pubblico qui, Docum. III.

Che Carlo I d'Angiò avesse la monetazione come un capo di entrata pubblica, si ricava da molti altri diplomi del r. archivio di Napoli; un dei quali indirizzato al vicario in Sicilia Adamo Morhier per la zecca di Messina il 13 marzo 1278, si trova nel registro segnato 1268, A, fog. 142.

[34] Elenco citato delle pergamene, ec., tom. I, p. 181 e 184, diplomi del 4 e 31 agosto 1279.

[35] Bart. de Neocastro, cap. 12.

Capitoli del regno di Napoli, 26 gennaio e 20 febbraio 1274, pag. 1.

Alla tratta dei grani, e alle altre esazioni dei porti eran preposti i maestri portolani; e in Sicilia n'era di que' tempi un solo, come si scorge dai diplomi del r. archivio di Napoli, 10 giugno, quinta Ind. (1277), reg. 1268, A, fog. 22 a t.—10 e 15 aprile, sesta Ind. 1278, indirizzati a Giovanni di Lentini milite, e Matteo Rufulo di Ravella, portolani e procuratori in Sicilia (ma erano due individui che esercitavano, o per dir meglio avean preso in affitto, un solo uficio), ibid., fog. 96, 97.

De' dritti di tratta del grano si trova notizia in molti altri diplomi, e, per non citarne un eccessivo numero, veggasi quello del 15 marzo 1278, reg. 1268, A, fog. 142, e un altro del 26 novembre 1279, indirizzato al portolano di Eraclea in Sicilia. In questo si leggono tutte le estrazioni di grani da Eraclea, ossia Terranova, in quattordici mesi dal 10 luglio 1278 al 24 settembre 1279. Il dritto di estrazione era venticinque once ogni mille salme di frumento per fuori regno, e la metà pei luoghi del regno. Nel detto periodo si trassero da Terranova salme 11,709 di frumento e 3,690 d'orzo, delle quali 150 sole per Genova, 560 senza dichiarar luogo, e le une e le altre furono imbarcate con legni genovesi e oltramontani. Il rimanente con bastimenti siciliani o del regno di Napoli fu portato ad Amalfi, Gaeta, Napoli, e la più parte a Messina. I carichi per Napoli furono del frumento e orzo del re. Dal r. archivio di Napoli, reg. 1270, B, fog. 36 a t. Io ne ho depositato una copia nella Bibl. com. di Palermo.

[36] Veggasi di Gregorio, Considerazioni sulla storia di Sicilia, lib. 3, cap. 6 e 7.

Il segreto amministrava queste gabelle, ed era in Sicilia un solo, se non che talvolta più persone prendeano in fitto questo uficio, come il mostra un diploma del 29 ottobre ottava Ind. (1279) per alcune decime e prestazioni alla chiesa di Messina, nel cui margine leggesi Alaymo de Lentini et sociis secretis Sicilie, r. archivio di Napoli, reg. segnato 1270, B, fog. 9; e un altro diploma del 23 settembre dello stesso anno, ibid., fog. 8, per la elezione d'Arrigo de Riso e Arrigo Rosso da Messina a segreti di Calabria. Da un altro diploma del 27 marzo ottava Ind. (1270), ibid., fog. 3, si rileva, che le entrate della segrezia di Sicilia per la ottava Ind. montassero ad once 19, 310, 26, 10. Veg. anche diploma del 15 marzo 1278, ibid., reg. segnato 1268, A, fog. 142, indirizzato al segreto di Sicilia; e un altro al medesimo, ibid., reg. 1270, B, fog. 11, dato il 27 febbraio, ottava Ind. 1280, per dritti di riva e bucceria di Palermo.