1274.—Niccoloso de Riso era giustiziere in Bari. Diploma del 27 maggio quinta Ind. (1277), r. archivio di Napoli, reg. segnato 1268, A, fog. 29, a t.

1286, 9 luglio.—Diploma di re Giacomo di Sicilia. Concede a Guglielmo Conto, e a Venuta da Messina alcuni beni di maestro Palmiero (forse Parmenio) de Riso, fellone, e di Niccoloso de Riso figliuolo del fu Corrado; il qual Niccoloso era stato preso nella battaglia del porto di Malta, ed era prigione tuttavia. Pubblicato dal di Gregorio, Bibl. arag., tom. II, pag. 500.

1287, 15 gennaio.—Sussidio di once dodici all'anno, dato da' governanti di Napoli alla famiglia di Parmerio de Riso uscito di Sicilia. Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. II, pag. 21.

1292, 8 luglio.—Sussidio di once due al mese ad Arrigo de Riso, che per fedeltà al re avea perduto ogni cosa. Ibid., pag. 94.

1298, 29 settembre e 10 ottobre.—A Squarcia de Riso, giustiziere d'Apruzzo oltre il fiume di Pescara. Ibid., pag. 207.

1299, 19 marzo.—Diploma di Carlo II, pel quale è conceduto Squarcie de Riso Messane militi dilecto familiari et fideli suo il castello e terra Sancti Filadelli situm in valle Demonis (San Fratello) in luogo di quel di Sortino datogli olim serviciorum tuorum intuito, ma non occupato dalle armi regie. Reg. del r. archivio di Napoli. 1299, A, fog. 48, a t. 1299, 9 aprile.—Per consegnarsi della moneta dalla zecca di Napoli ad Arrigo de Riso da Messina fedele del re, ec. Ibid., fog. 31, a t.

Detto, ultimo aprile.—Mattheo de Riso militi statuto super
recollectionem presentis donj in Aversa.
Ibid., fog. 66.

Detto, 2 maggio.—Henrico de Riso de Messana militi, per
altre faccende di re Carlo. Ibid., fog. 66.

Detto, 5 maggio.—Assegnata una rendita di 30 once all'anno in dote a Cecilia de Riso, figliuola di Squarcia, in merito della fedeltà di costui, e dei gravi danni sostenuti ne' suoi beni. Ibid., fog. 55, a t.

Detto, 9 giugno.—Accordate cent'once in dote alla figliuola di Scurione de Riso milite, ch'era esule e soffrente per lealtà.—-Ibid., fog 90, a t.