Saba Malaspina, in Caruso, Bibl. sic., v. 1, pag. 726 a 736, e 753, e in Muratori, R. I. S. tom. VIII.
Nic. di Jamsilla, in Muratori, R. I. S. tom. VIII.
Cronaca di Fra Corrado, in Caruso, Bibl. sic., v. 1, anni 1254 e 1255.
Appendice al Malaterra, in Muratori, R. I. S. tom. V, pag. 605.
Raynald, Ann. eccl., 1254, §§. 63 e 64, e 1256, §§. 30, 31, 32.
Breve di papa Alessandro IV ai Palermitani, dato a 21 gennaio 1255, tra' Mss. della Biblioteca comunale di Palermo Q. q. G. 2; pubblicato dal Pirri, Sic. sacra t. II, p. 806, dove si legge: ut per convenciones et pacciones inter civitates et castra et alia loca tocius loci Siciliæ inhitas, nec non et per privilegia super iis eis concessa, vobis in Ecclesiæ romanæ devocione persistentibus et civitati vestræ nihilum in posterum præjudicium generetur. Un altro breve di Alessandro al podestà, consiglio, e comune di Palermo, dato di Laterano l'8 gennaio an. 2º, li ammonisce alla restituzione del castello, rocca, e altri beni occupati da loro al vescovo di Cefalù. Ne' Mss. della Biblioteca com. di Palermo Q. q. G. 12; e citato dal Pirri, Sic. sacra, tom. II, pag. 806.
Breve dato di Napoli a 29 gennaio 1255, indirizzato a frate Ruffino de' minori, cappellano e penitenziere del papa, vicario generale in Sicilia e Calabria del cardinale Ottaviano legato.
Bolla data di Anagni a 21 agosto 1255, al medesimo frate Ruffino, che comincia così: Eximia dilecti filii nobilis viri Roglerii Finectae fidelis nostri merita sic preeminent et prefulgent, etc. Il papa, non sapendo abbastanza premiar questo Ruggiero Fimetta, gli concedeva in feudo Vizzini, Modica, Scicli, e Palazzolo, castelli che rendeano, dice la bolla, a un di presso dugento once all'anno.
Bolla del 27 agosto del medesimo anno al medesimo frate Ruffino.
Concedesi in feudo a Niccolò di Sanducia, fratel cognato di
Ruggier Fimetta e testè tornato in fede della Chiesa, il casale
Scordiæ Suitan situm in territorio Lentini.
Questi tre diplomi, cavati da' registri Vaticani, Epistole n. 574
e 121, leggonsi in Luca Wadding, Ann. minorum, Roma, 1732, tom.
III, pag. 387, 537 e 539.