[266] Due diplomi dati di Salerno il 16 agosto duodecima Ind. (1299), pel quali Pietro Salvacossa milite è eletto protontino d’Ischia, e si vede che queste uficio era di comandante in secondo luogo nell’armata. Vi si leggono straordinarie lodi ed espressioni di benevolenza per costui. Reg. cit. 1299, A, fog. 170, a t.
Diploma dato dì Salerno il 16 agosto duodecima Ind., nel quale costui è eletto capitan generale delle navi nel regno di Napoli: Te igitur capitaneum vassellorum nostrorum que armantur et armabuntur in antea in partibus istis pro tempore generalem, Rogerio tamen de Lauria militi regni Sicilie et Aragonum ammirato dilecto consiliario familiari et fideli nostro cum in partibus istis erit superioritate officii reservata, duximus usque usque ad beneplacitum majestatis nostre statuendum eum plena meri et mixti imperii et gladii potestate, etc. ibid., fog. 171.
Diploma del 4 ottobre tredicesima Ind. 1299, 15o del regno di Carlo II, pel quale è riconceduta a Pier Salvacossa, protontino d’Ischia, la terra di Castronovo in val di Mazzara presso Vicari, e i casali di Palagonia, Calaczura e Calatalfati in val di Noto. Reg. seg. 1299–1300, C, fog. 6.
Diploma del 4 agosto tredicesima Ind. 1300, dal quale si vede che Salvacossa era naturale d’Ischia. Ibid., fog. 71 a t.
[267] Docum. XXXI.
Un altro diploma del 17 luglio, a Tommaso di Ortona, tesoriere presso Roberto, dispone che delle once 2,000 mandategli in carlini d’oro e d’argento e tornesi d’argento, si pagassero le genti d’arme lasciate da Giacomo in Sicilia, compresivi i 100 cavalli di Ruggier Loria. R. archivio di Napoli, reg. seg. 1299, A, fog. 174.
Un altro del 29 luglio porta la elezione di Giovanni di Porta a maestro razionale nell’isola di Sicilia presso Roberto. Ibid., fog. 132 a t.
Talchè si può argomentare che la corte angioina volesse far mostra d’istituire presso il vicario di Sicilia un ordinamento di amministrazione speciale, rendendo alla Sicilia que’ benefici che le erano stati tolti per le novazioni di Carlo I.
[268] Diploma del 18 luglio duodecima Ind. (1299). Una nave di mercatanti italiani avea portato in Milazzo vin greco e altre merci, che sembran d’uso domestico, a Ruggier Loria. Ei ne pagò parte; per lo rimanente, che volea gittar addosso a Carlo, die’ in pegno argento e masserizie. E Carlo infatti, tolse su di sè il debito, ragionandolo sugli stipendi dell’ammiraglio. R. archivio di Napoli, reg. seg. 1299, A, fog. 155 a t.
Diploma dell’ultimo luglio Duodecima Ind. Per biscotto da consegnarsi a richiesta di Giacomo o dell’ammiraglio. Ibid., fog. 200.