Diploma del 2 agosto duodecima Ind. Per mandarsi una galea con foraggi a Gualtiero conte di Brienne e di Lecce, militante in Sicilia. Ibid., fog. 136 a t.

Diploma del 19 agosto. Per farsi tornare all’armata in Sicilia alcuni marinai di castell’Abate, che se n’eran fuggiti. Ibid., fog. 138 a t.

Diplomi dell’11 e 29 agosto 1299, per grano, orzo e semola mandati all’esercito in Sicilia, nell’Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. II, pag. 222 e 223. Dall’ultimo di questi diplomi si scorge, che nel corso d’agosto si sparse nuova in Cotrone che Roberto si fosse ritirato di Sicilia, onde fu venduto in quella città un carico di vittuaglie ch’era a lui destinato.

Ricadono a un di presso in questo tempo, e perciò le noto qui, le seguenti concessioni feudali che non mi è paruto accennare nel testo, ma pur possono mostrare, che la corte di Napoli non cessava di gratificar di beni i suoi settatori più fedeli.

Diploma del 19 marzo duodecima Ind. 1299, pel quale fu conceduto a Squarcia Riso milite, il castello e la terra, Sancti Filadelli (San Fratello) situm in valle Demonis, in vece di quel di Sortino, datogli olim serviciorum tuorum intuita, ma tenuto da’ Siciliani. R. archivio di Napoli, reg. 1299, A, fog. 48 a t.

Diploma del 24 luglio duodecima Ind. Conceduta a Matteo ed Arrigo Riso militi, e a Francesco Riso da Messina, la terra di Geremia in Calabria. Ibid., fog. 149.

Diploma del 24 luglio duodecima Ind. Ratificata la concessione feudale del castel di Baccarati in vai di Noto, presso Aldone e Caltagirone, che Giacomo re d’Aragona avea già fatto a Filippo de Porta, in cambio di Castrocucco, da lui posseduto in Principato. Ibid., fog. 155.

Diploma senza data, che trovasi nello stesso registro 1299, A, appartenente alla duodecima Ind. cioè infino al 31 agosto. Pel castello di Cuttuli in Principato, già promesso a Ruggier Loria in restituzione o dono. Ibid., fog. 113.

[269] Nic. Speciale, lib. 5, cap. 1 e 2.

La morte ignobile e povera di costui è detta dallo Speciale. I documenti tratti dal r. archivio di Napoli, che qui notiamo, provano che la corte angioina dapprima volle dar qualche facoltà a questo gran feudatario siciliano, ma lo spregiava come avvien sempre a’ traditori.