[297] Gio. Villani, lib. 8, cap. 23.
[298] Raynald, Ann. ecc., 1300, §§. 10 e 11.
Diploma di Federigo, dato il 1 dicembre 1299, presso l’Anon. chron. sic., cap, 57.
Diploma di Carlo II, dato il di 8 maggio tredicesima Ind. (1300). Il re commetteva a Matteo d’Adria e Landolfo Ayossa, legati suoi a Genova, d’attraversare gli aiuti che preparavansi a Federigo; armandosi, com’ei sapea, due galee da Rosso Doria, due da’ Volta, tre dagli Spinola, due da Francesco Squarciafico, una da Giacomo di Cisterna, e anche dodici dal comune, sotto specie di servir all’uopo delle sue guerre, ma in realtà per accompagnare quegli armamenti destinati alla Sicilia. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. Carlo II, 1299–1300, C, fog. 195, a t.
4 Federigo stese anche la mano a prender beni ecclesiastici in sussidio della guerra; ma assai discretamente, per non si concitar contro il clero siciliano, che teneva a lui non ostanti le istigazioni di Roma. Veggasi il trattato di Caltabellotta nel capitolo seguente, e i documenti citati dal di Gregorio, Considerazioni sopra la storia di Sicilia, lib. 4, cap. 5, e annotazione 49 allo stesso capitolo.
[299] Docum. XXXII.
[300] Diploma negli archivi del reame di Francia, J. 513, 47.
[301] Raynald, Ann. ecc., 1300, §§. 15 e 16.
[302] Raynald, Ann. ecc., 1300, §§. 12, 13, 14. Tra le ultime parole del breve son queste: Nonnulla vero alia pro subsidio negotii acies considerationis nostrae circumspicit, quae presentibus non duximus inserenda. Ibid., §. 21, si vede che Bonifacio scrisse ai Catanesi, rallegrandosi con loro della ribellione di Ragusa, di Noto e d’un’altra terra per parte angioina.
[303] Raynald, Ann. ecc., 1300, §§. 1 a 4, e nota del Mansi su lo stesso luogo. Bolla di Bonifacio, data 22 marzo, ibid., e nella cronica di Francesco Pipino, lib. 4, cap. 41, in Muratori, R. I. S., tom. IX.