Diploma del 4 luglio, ibid., fog. 28. Passaporto ad Alamanno Segafino milite, mandato in Sicilia a vedere i prigioni e trattare gli scambi.

Diploma del 13 agosto, ibid., fog. 271 a t. Permesso a Pietro d’Alamanno d’Ischia, per venire in Palermo a trattare il riscatto d’alcuni suoi concittadini prigioni.

[368] Diplomi del 25 aprile tredicesima Ind. ibid., fog. 138 a t. L’uno è ampio passaporto a Ramondo di Muntayana, mandato da Filippo principe di Taranto al padre, e da costui rinviato a Filippo. L’altro è permesso a Ramondo di Prestorano da Cefalù, di estrarre da qualunque porto del regno 100 salme di vino per portarle a Cefalù.

Diploma del 10 maggio seguente, ibid., fog. 224. Permesso del tutto simile in favor dello stesso Prestorano.

Diploma del 18 luglio tredicesima Ind., ibid., fog. 175 a t. Salvocondotto a Kirino da Messina, appartenente all’armata siciliana, perchè infino a tutto agosto potesse andare e tornar da Messina. Costui sembra al tutto adoperato come spione; e Prestorano fors’anco.

Diploma del 5 agosto tredicesima Ind. 1300. Salvocondotto al detto Ramondo di Muntayana, mandato dal re in Sicilia al principe Filippo. Dovea valere a tutto settembre. Ibid., fog. 278.

[369] Nic. Speciale, lib. 5, cap. 19.

Il vescovo eletto di Salerno del quale parla Speciale, era in fatti cancelliere di Roberto e vicegerente, o, vogliam dire, vicario del papa in Sicilia. Con questi titoli si legge il suo nome in un diploma di Roberto, dato di Catania a 11 ottobre 1299, trascritto nel docum. XXXVI.

[370] Seguo nello Speciale piuttosto la lezione Frumentinum, che Furnuntinum; perchè appunto si legge d’un Pietro Frumentino giudice di Palermo, in un diploma del 27 marzo 1284. Tabulario della cappella del real palagio di Palermo, pag. 87.

[371] Nic. Speciale, lib. 5, cap. 20.