[426.] Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 4. Il personaggio di cui si parla è diverso dal celebre giurista contemporaneo, Sehnûn-ibn-Sa'id.

[427.] Soleiman-ibn-Amrân, presso il Riadh-en-nofûs, MS., fog. 28 recto. Il Baiân, tomo I, p. 95, dice più brevemente che Ased si presentò come candidato a Ziadet-Allah, e fu accettato.

[428.] Presso il Riadh-en-nofûs, MS., fog. 28 verso.

[429.] Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 4.

[430.] La voce che rendo “signoria” è wilâia e welâia, che significa l'autorità del capo di famiglia o tribù, d'indole diversa, come ognun sa, dalla signoria dei baroni nel medio evo. Avrei tradotto “clientela,” se questa voce, posta assolutamente, non ci avesse trasportato a Roma antica, e dato così un significato assai più lontano.

[431.] Sceikh anonimo, citata da Abu-'l-Arab, scrittore della prima metà del X secolo, presso il Riadh-en-nofûs, MS., fog. 28 verso.

[432.] Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione di M. De Slane, tomo I, p. 277, e testo arabico tomo I, p. 179. Vi è nominato un condottiero di questa tribù che combattè in Sicilia, Zowâwa-ibn-Ne'am-el-Half.

[433.] Ciò si ricava dal fatto che ho narrato nel Lib. I, cap. VI, p. 142.

[434.] Baiân, tomo I, p. 95.

[435.] Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 4. Il Baiân, l. c., dice 700 cavalli, e grandissimo numero di fanti; Ibn-Abbâr, MS., fog. 148 verso, 10,000 uomini, dei quali 700 cavalli; Abu-'l-Arab, citato nel Riadh-en-nofûs, MS., fog. 28 verso, dà ad Ased 10,000 cavalli; Ibn-Wuedran, MS., § 1, e versione francese di M. Cherbonneau, Revue de l'Orient, décembre 1853, p. 424, citando Ibn-Rascîk, autore dell'XI secolo, dice che l'esercito sommò a un dipresso a ventimila uomini; Ibn-abi-Dinâr (El-Kaïrouani), versione francese, p. 83, a un dipresso a diecimila.