Il Nowairi, non badando alta importanza del passo analogo della cronica ch'egli ebbe sotto gli occhi come Ibn-el-Athîr, dice in generale presa Palermo con l'amân, ossia a patti. Da ciò il Di Gregorio suppose accordate tutte le solite condizioni dello amân che si dava alle città; e ne spiegò alcune nella nota (c) al Nowairi, nell'opera citata, p. 7. Ma le condizioni, massime in fatto di proprietà, non erano nè poteano essere uguali in ogni luogo.

[498.] Gaetani, Vitæ Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 42, vita di San Filareto; e la stessa nella collezione dei Bollandisti, Acta Sanctorum, dì 8 aprile.

[499.] Veggansi presso Francesco Aprile, Della Cronologia universale della Sicilia, pag. 487.

[500.] Mongitore, Palerm. santif., p. 164, che io cito su la citazione dello Aprile. Il Mongitore cavò queste notizie da un MS, del P. Angelo Sinesio, primo abate nel 1352. Della storia del monastero di San Martino presso Palermo v'ha un MS. nella Biblioteca imperiale di Parigi, intitolato Chronica Monasterii S. Martini de Scalis (Saint-Germain-des-Prés, nº 590). Questa compilazione fu fatta in Sicilia nei principii del XVIII secolo, e indirizzata al P. Massuet della congregazione di St. Maur.

[501.] MS. A, tomo I, fog. 124; MS. C, tomo IV, fog. 102 recto.

[502.] Baiân, tomo I, p. 97, nell'anno 216; Ibn-Abbar, MS., fog. 35 recto, porta la data del 217.

[503.] Nowairi, Conquête de l'Afrique, in appendice a Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione di M. De Slane, tomo I, p. 409. Veggasi anche Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, traduz. di M. Des Vergers, p. 101.

[504.] Baiân, tomo I, p. 97, nel 217. Leggendosi forse in alcuna delle cronache antiche che il primo luogotenente musulmano di Sicilia fosse stato eletto immediatamente dopo la dedizione di Palermo, Ibn-Khaldûn, versione di Des Vergers, op. cit. riferisce la dedizione al 217, quando venne, non al 216 quando fu eletto, Mohammed-ibn-Abd-Allah (Abu-Fihr). Un doppio errore, di confondere cioè le date delle elezioni e i nomi dei primi governatori, condusse il Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 7, a differire la presa di Palermo, fino al 220, e far cominciare il governo di Mohammed-ibn-Abd-Allah in quest'anno nel quale appunto ei fu ucciso.

[505.] Ibn-el-Athîr, l. c.

[506.] Negli annali arabi il titolo assoluto di Sâheb è adoperato promiscuamente con Malek (re), e lo dicono degli imperatori di Costantinopoli, dei re normanni di Sicilia, ec. Determinato da una seconda voce, prende altro significato: per esempio Sâheb-es-sciorta, “prefetto di polizia;” Saheb-el-istûl, “capitano del navilio,” ec. In origine Sâheb significa “compagno.” Chi sa se non vollero tradurre il titolo di comes?