[507.] Veggasi il Libro I, capitolo VI, p. 147.
[508.] Baiân, tomo I, p. 98-99. Non si dice il nome; ma par che si tratti dello stesso cadi del Kairewân Abu-Mohriz, del quale si è detto di sopra; certo di un personaggio riverito molto dal principe, e pio o grande al segno da vietare gli onori funebri che si aspettava da costui. Tuttavia dubito di qualche errore, poichè il Riadh-en-nofûs non fa menzione di ciò nella biografia di Abu-Mohriz.
[509.] Tychsen, Additamentum I introductionis in rem nummariam Muhammedanorum, p. 43. Il rovescio è lo stesso del dirhem del 214, di cui dicemmo a p. 283, 284. Il dritto ha la medesima formola religiosa, il nome di Mohammed-ibn-Abd-Allah, e in giro: “In nome di Dio fu battuto questo dirhem in Sicilia l'anno 220.” Quivi il nome dell'isola, scritto Iskilîa, premettendosi, cioè, una alef, ricorda la pronunzia maltese, e però l'abate Vella. Nondimeno, senza veder la moneta, non la posso dichiarare spuria; tanto più che il Vella, com'io credo, falsificò poche monete, e molte ne finse che punto non esisteano.
La leggenda di questo dirhem è stata ristampata dal signor Mortillaro, Opere, tomo III, p. 344.
[510.] Confrontinsi: Theophanes continuatus, lib. III, cap. 18, p. 107 a 109; Symeon Magister, nello stesso vol., p. 630 a 632; Georgius Monachus, nello stesso volume, p. 794 a 796; e Leo Grammaticus, p. 216, 217. Il nome patronimico di Alessio si legge Musele, Μουσελέ, ma lo correggo secondo il Saint-Martin, ch'è autorità competente, e lo scrive Mouschegh nelle note a Le Beau, Histoire du Bas Empire, lib. LXIX, § 21. Mi discosto dai due eruditi compilatori francesi circa il tempo della missione di Alessio in Sicilia, che pongono nell'835; ma Symeon Magister, molto preciso in questo racconto, riferisce la elezione all'anno terzo di Teofilo, e il richiamo all'anno quarto, cioè agli anni 831-32 e 832-33, contandosi alla bizantina dal primo settembre e dalla esaltazione di Teofilo, che seguì il primo ottobre 829.
[511.] Confrontinsi Nowairi presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 8, e Ibn-el-Athîr, Ibn-Khaldûn e gli altri cronisti citati nel capitolo VI del presente libro, nella narrazione della presa di Castrogiovanni.
[512.] Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo I, fog. 124 verso, dove si dicono preposti allo stuolo mandato a Taormina, Mohammed e Sâlem. Credendolo errore del MS., ho corretto Mohammed-ibn-Sâlem. Una parte di cotesti avvenimenti manca nel MS. C, tomo IV, fog. 192 recto. Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 108, 109, dà un cenno della terza fazione di Castrogiovanni e di quella di Taormina. Questo nome d'altronde, che è scritto Tarmîn, si trova nel solo Ibn-Khaldûn, e nel MS. d'Ibn-el-Athîr è lasciato in bianco. Il Baiân, tomo I, p. 98, parla di una sola battaglia di Abu-Fihr, nel 220, e accenna in generale “molte altre fazioni dei Musulmani in Sicilia e in Spagna, per mare e per terra, combattute il medesimo anno.”
[513.] Ibn-el-Athîr, MS. A, l. c., che dà al capitano greco il titolo di patrizio e Malek (re) della Sicilia. Breve cenno in Ibn-Khaldûn, l. c.
[514.] Scrivo il nome secondo il Baiân, tomo I, p. 104, ove Ibrahim è chiamato principe (sâheb) di Sicilia. A p. 98 e 99, questo libro fa menzione di lui col solo soprannome di Abn-'l-Aghlab, che alla p. 98 si legge, al certo erroneamente, Ibn-el-Aghlab.
Il Baiân ci dà il bandolo d'una matassa in cui gli altri annalisti han confuso questo personaggio con altri governatori di Sicilia; ed ecco in qual modo.