[539.] Chronicon Cantabrigiense, l. c.; Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 2; e MS. C, tomo IV, fog. 212 recto. Secondo l'una, seguì la battaglia l'anno 6354 (1 settembre 845 a 31 agosto 846); secondo l'altro, il 229 (29 settembre 843 a 16 settembre 844); ma il numero dei Bizantini uccisi che la Cronica di Cambridge porta a 9000, e Ibn-el-Athîr a più di 10,000, non lascia dubbio su la identità del fatto. Forse questo seguì nell'845. Ibn-el-Athîr assegna come luogo della battaglia Sciarra, secondo il MS. A, e un nome non dissimile, ma poco leggibile nel MS. C. Gli elementi calligrafici e la topografia mi portano alla lezione probabilissima di Butera.

[540.] Ibn-el-Athîr, l. c.; Ibn-Khaldûn Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 119.

[541.] Ibn-el-Athîr, l. c. Egli dà il nome di Marsa-t-tîn che troviamo scritto con la stessa ortografia in Edrisi. A miluogo tra Mondello e Palermo, Edrisi pone un punto chiamato Barca; il qual nome poteva esser dato dagli Arabi, o rimaso dalla impresa di Amilcare. In ogni modo si è dileguato dal duodecimo secolo in qua, e quella picciola cala in oggi si chiama “La Vergine Maria.”

[542.] Chronicon Cantabrigiense, presso Di Gregorio, Rerum Arabic., p. 41.

[543.] Ibid., p. 42.

[544.] Confrontinsi Ibn-el-Athîr, Ibn-Khaldûn e la Cronica di Cambridge, ll. cc. Si crede che Ragusa occupi il sito dell'Hybla Major degli antichi.

[545.] Confrontinsi Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 2; MS. C, tomo IV, fog. 212 recto; Baiân, p. 104; Ibn-Abbâr, MS., fog. 148, verso; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 120; Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabic., p. 8; Abulfeda, Annales Moslemici, an. 228 e 237.

Ho corretto il nome e la cronologia nel modo accennato di sopra, p. 301, nota 1.

Una moneta, battuta in Sicilia sotto il governo d'Ibrahim, non porta nè il suo nome, nè quello del principe aghlabita. È di argento, del peso di grammo 1,10, e perciò del valore di circa venticinque centesimi di lira: moneta sottilissima; e, dove la leggenda non è logora, notabile per la picciolezza e nitidezza dei caratteri. Il diritto ha in giro vestigia di lettere dileguate, e nel campo il simbolo aghlabita, la leggenda religiosa, e una stelletta a sei raggi. Nel campo del rovescio è un'altra formola religiosa; e in giro: “Nel nome di Dio fu battuto questo dirhem nella città di Ba n rm, l'anno 239.” Questa moneta appartiene al Cabinet des Medailles di Parigi, ov'io l'ho studiato. Tychsen ne pubblicò una simile, o forse lo stesso esemplare, nello Additamentum I Introductionis ad rem nummariam ec., p. 44. Il signor Mortillaro ha copiato la leggenda del Tychsen nel suo catalogo, Opere, tomo III, p. 346.

[546.] Confrontinsi Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 19 verso, e MS. C, tomo IV, fog. 215 verso; Baiân, tomo I, p. 104; Ibn-Khaldûn, op. cit, p. 120; Ibn-Wuedrân, § 3; Ibn-abi-Dinâr (el-Kaïrouani), MS., fog. 21 recto; e versione francese, p. 84; Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 8. Sendo morto Ibrahim di gennaio 851, le prime fazioni di Abbâs debbonsi riferire alla primavera del medesimo anno; quella di Caltavuturo alla state seguente.