[555.] Confrontinsi Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 19 verso; e MS. C, tomo IV, fog. 215 verso; Baiân, tomo I, p. 104, 105, 106; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et la Sicile, p. 121, dove non parmi esatta la versione “et s'empara même du château neuf de cette ville (Castrogiovanni).” Beladori, MS di Leyde, p. 275, porta nel califato di Motewakkel (an. 847 ad 861) la occupazione di Castrogiovanni e Gagliano, ch'egli scrive appunto come Edrisi; e son queste le due sole città prese in Sicilia, delle quali gli par doversi ricordare i nomi.
Or io credo che il Kasr-el-Hedîd, o El-Kasr-el-Gedîd, non sia altro che un secondo nome della fortezza di Gagliano, perchè non posso supporre che gli altri cronisti abbiano trascurato questa notabile vittoria ricordata dal Beladori; e perchè il detto Kasr è la sola piazza d'importanza ch'essi dicono presa nel califato di Motewakkel senza che se ne ritrovi il nome nella geografia di Sicilia. Debbo avvertire nondimeno che Edrisi pone su la costiera tra Termini e Cefalù una Sakhrat-el-Herîr, o, secondo il MS. d'Oxford, El-Hedîd, che significherebbe la Rupe della Seta, o del Ferro; valida fortezza ai suoi tempi, ch'è il Castrum Roccellæ dei diplomi siciliani del medio evo; ed oggi ne rimangono le vestigia e il nome di Rocella, il quale si dà anco a un picciolo villaggio dentro terra, detto altrimenti Campofelice. Ma quantunque vicina a Cefalù, che fu presa lo stesso anno; e quantunque convengano nel suo nome le lezioni di alcuni MSS., non credo che questa fortezza abbia potuto mai contenere la grossa popolazione che si volea riscattare con 15,000 dinar, ec. Infine par che non si tratti di Castronovo, che sarebbe versione della lezione El-Kasr-el-Gedîd, poichè questo nome si trovava scritto in Edrisi Kasr-nubu.
[556.] Baiân, tomo I, p. 106. Il nome è scritto S l 'ûda, con errore di ortografia che occorre anco in alcuni MSS. di Edrisi.
[557.] Di Giovanni detto il Cretese, prefetto del Peloponneso, si fa menzione nella continuazione di Teofane, cap. LXII, p. 303; ma non si vede in che occasione abbia avuto quel soprannome, nè altrove si parla di lui.
[558.] Confrontinsi: Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 19 verso, e 20 recto; MS. C, tomo IV, fog. 215 verso; Chronicon Cantabrigiense, presso Di Gregorio, Rerum Arabic., p. 42; Baiân, tomo I, p. 106; Nowairi, presso Di Gregorio, op. cit., p. 9; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 121.
La battaglia navale seguì innanzi il 31 agosto 858, poichè la Cronica di Cambridge la nota nell'anno 6366.
Ritraendosi da Ibn-el-Athîr che il navilio combattuto di Ali appartenesse ai Rûm, ossiano Bizantini, cade la conghiettura di M. Caussin De Perceval, Histoire de la Sicile.... du Nowairi, p. 19, che il Cretese fosse Abu-Hafs-Omar. Pertanto correggasi ciò che ne hanno scritto il Rampoldi, Annali Musulmani, tomo IV, p. 315; e il Martorana, Notizie Storiche dei Saraceni Siciliani, tomo I, p. 43. Il Wenrich, Commentarii, lib. I, cap. VIII, § 79, scansa quest'errore, ma cade nell'altro di dir seguita la battaglia navale dinanzi Siracusa; il che non si trova punto nel testo d'Ibn-el-Athîr da lui allegato sopra una citazione di M. Des Vergers.
[559.] Nowairi il dice “barbaro” che significa “non arabo,” ma non se ne sogliono servire per indicare i Rûm, ossiano Bizantini e Italiani; Ibn-el-Athîr lo chiama a dirittura Rûmi.
[560.] Gebel-el-Ghadir, scrive Nowairi. La voce che rendo stazione è Merhela che risponde alla nostra “posta.” La lunghezza del tratto di strada così chiamato, variava secondo i luoghi. Edrisi conta 18 miglia tra Caltanissetta e Castrogiovanni, e 12 tra questa e Pietraperzia. Caltanissetta poi è equidistante dal lago Pergusa e da Castrogiovanni; ma Pietraperzia, come situata a mezzogiorno libeccio, si avvicina più al lago che alla città.
[561.] Nowairi, dice un finestrino dal quale entrava l'acqua; Ibn-el-Athîr, una porticina dalla quale entrava l'acqua e si gettavano le immondezze.