[562.] Confrontasi: Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 20 recto; MS. C, tomo IV, fog. 215 verso; Chronicon Cantabrigiense, presso Di Gregorio, Rerum Arabic., p. 42, Nowairi, ibid., p. 9, 10; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de le Sicile, p. 121, 122; Abulfeda, Annales Moslem., erroneamente sotto l'anno 237 dell'egira; Ibn-abi-Dinâr, MS., fog. 21 recto, e versione francese, p. 85, nella quale in luogo di Castrogiovanni si legge “il castel di Bona;” Ibn-Wuedran, §3, con l'errore del 237 come in Abulfeda.
Ibn-el-Athîr e Nowairi, con altro errore, dicono che il giorno della occupazione fosse stato un giovedì, quando il 15 scewal 244, al par che il 24 gennaio 859, caddero in martedì.
[563.] Infatti è una delle due città prese in Sicilia, delle quali diè i nomi il contemporaneo Beladori, MS., p. 275.
[564.] Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 116.
[565.] Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 20; MS. C, tomo IV, fog. 215 verso. Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 123, compendia il primo, e sbaglia la data. La Cronica di Cambridge, presso Di Gregorio, Rerum Arabic., p. 42, dice soltanto: Anno 6368 descenderunt Fendanitæ; data e nome, su i quali è necessario un po' di comento. Principiando dal nome, dirò che nel MS. è composto di sei lettere, senza contarvi l'articolo, tra le quali non si trova che un sol punto diacritico. Perciò si può leggere in cento maniere diverse, e le più strane sono al certo quelle a che s'appigliarono gli editori, cioè Fendanitæ con la variante Effenditæ. Parendomi evidente che tal nome etnico si debba cercare tra i popoli che allor militavano sotto le bandiere bizantine, non esito a leggere k b d kia, con che non si alterano gli elementi di alcuna lettera del MS., ma solamente si correggono i punti diacritici, e si trova il noto nome di Cappadocia; i soldati della quale provincia sono ricordati appunto in questo tempo nelle guerre d'Oriente.
Quanto alla data, che corre dal 1º settembre 859 al 31 agosto 860, la va a capello coi fatti ricordati da Ibn-el-Athîr; il quale al certo non segue rigorosamente la cronologia, quand'ei narra lo sbarco e la sconfitta del patrizio nello stesso anno 244, di cui non avanzavan che due mesi dopo la presa di Castrogiovanni.
[566.] Grossa terra in Val di Mazara; oggi in provincia di Girgenti. Ha vestigia di un forte castello poco distante dal sito attuale della città. Il nome ai trova in Edrisi con lezione poco diversa. È evidentemente greco; forse dei tempi cristiani.
[567.] L'un dei MSS. di Ibn-el-Athîr ha Ab ta; l'altre Aita; potendo bensì in entrambe mutarsi la prima a in qualsivoglia altra vocale. Cercando i nomi geografici che possano adattarsi a quei suoni, occorre in prima la classica voce d'Ibla, chè varie città di tal nome ebbe la Sicilia antica, nella regione tra levante e mezzodì, ancorchè di nessuna si conosca appunto il sito. Viene poi Avola, terra presso Siracusa, ch'è per certo l'Abola d'un diploma del 1149, e forse la Ἀβόλλα di Stefano Bizantino. Ma non so comprendere la sollevazione di questa sola terra in Val di Noto, mentre tutte le altre che scossero il giogo stavano in un gruppo nel Val di Mazara, e Caltavuturo non era troppo lontana. Però vorrei aggiugnere una lettera, mutare i punti, e leggere Entella, fortezza antichissima di cui si veggono gli avanzi; e i Musulmani di Sicilia nel principio del XIII secolo vi si difesero lungamente contro Federigo II imperatore.
[568.] Non trovo questo nome in Edrisi, nè alcuno somigliante, sia nei diplomi sia nella geografia d'oggi. Dal seguito della narrazione si vede ch'era in Val di Mazara. Significa la “Rocca di Abd-el-Mumîn” nome proprio d'uomo.
[569.] Il solo Ibn-el-Athîr dà il nome di queste Ghirân, ossiano “Grotte,” scritto in ambo i codici senza vocali, nell'uno coi punti diacritici, nell'altro senza; sì che nel primo si dee leggere k r k na, nel secondo si può sostituire la f ad una delle k o ad entrambe. Avrei letto Caucana supponendo mutata la w in r, per errore non insolito nei MSS. arabi, se il sito dell'antica Caucana, ove stette Belisario con l'armata prima di passare al conquisto d'Affrica, fosse più certo e non si trovasse sulla riva del mare, che non era la strada di Abbâs reduce a Palermo. Le grotte, ossia i gruppi di grotte scavate in parte dalla man dell'uomo, son troppo frequenti in Sicilia perchè questa indicazione valga a determinare il luogo senza lo aiuto del nome. Perciò non si arriverà a sapere la vera lezione del nome dato dall'annalista, che quando si studieranno questi antichissimi monumenti. Intanto le conghietture posson cadere su le grotte presso Palazzolo, quelle tra Piazza e Caltagirone, o le altre tra Bronte e Maletto, o quelle di Macara presso il porto Vindicari, che ben potrebbe essere la Caucana di Procopio a 200 stadii da Siracusa. Veggansi, per le grotte che ho nominato, il Fazzello, deca I, lib. IV, cap. II, e lib. X, cap. II; Bourquelot, Voyage en Sicile, p. 183, e la mia nota al capitolo precedente, p. 310-311.