[570.] Confrontinsi: Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 20, e MS. C, tomo IV, fog. 215 verso; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 123. Parmi errore del MS. di Ibn-Khaldûn che Abbâs assediava Kalat-er-Rum ossia “la Rocca (detta) dei Bizantini.” Si dee leggere più tosto Kalat-lir-Rum “una rocca dei Bizantini.” Accennano senz'altro la morte di Abbâs, e alcuni con divario di data, Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabic., p. 10; il Baiân, tomo I, p. 106; Abulfeda, Annales Moslemici, sotto l'anno 247, § 3; Ibn-Wuedran, § 3 del testo, e versione francese di M. Cherbonneau nella Revue de l'Orient, décembre 1853, p. 427; Ibn-Abi-Dinâr, MS., fog. 21 recto.

[571.] Beladori, MS., p. 275, dice espressamente che gli Aghlabiti avessero preso in Sicilia oltre venti città, le quali erano tuttavia in mano dei Musulmani, quando occuparono Castrogiovanni e Gagliano. Tal numero risponde a un di presso a quello de' nomi che ricaviamo dagli altri annalisti. Ma egli è certo che dei luoghi ricordati da costoro, alcuni, come Mineo e Lentini fossero stati abbandonati; altri al contrario come Platani, Ragusa, Sutera, meramente assoggettati al tributo. Però mi sembra che non ostante la casuale coincidenza del numero, le terre di cui parla Beladori, siano le città o castella ove faceano soggiorno i Musulmani. La appellazione sua di città (medina) non si dee prendere qui in senso troppo rigoroso.

[572.] I due rami discendeano da Sâlem; l'uno per Aghlab, Ibrahim (fondatore della dinastia), e Aghlab padre del principe regnante Mohammed; l'altro per Sofiân, Sewâda, e Sofiân padre di Ahmed e di Khafâgia. Questa seconda genealogia è data da Ibn-Abbâr, MS., fog. 35 verso. Veggansi, su le vicende del regno di Mohammed, il Nowairi, Conquête de l'Afrique ec., in appendice a Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione di M. De Slane, tomo I, p. 417, seg.; Ibn-Abbâr, l. c.; Ibn-el-Athîr, sotto l'anno 233, capitolo degli avvenimenti diversi.

[573.] Questi importanti particolari della riforma dell'esercito si leggono nella continuazione di Teofane, p. 265. Per gli altri della vita di Basilio, non occorrono citazioni.

[574.] Baiân, tomo I, p. 106; Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabic., p. 10. Ibn-el-Athîr non fa menzione di questo breve governo.

[575.] Nowairi, l. c.; Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 33 recto, MS C, tomo IV, fog. 221 recto; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 124; Ibn-Abi-Dinâr, MS., fog. 21 recto, e vers. franc., p. 85; Ibn-Wuedrân, MS., § 3, e versione di M Cherbonneau, Revue de l'Orient, décembre 1853, p. 427, Abd-Allah lasciò il governo, dopo cinque mesi, in giumadi 1º del 248 (4 giugno a 3 luglio 882).

[576.] Confrontisi, Baiân, tomo I, p. 106, e Ibn-el-Athîr, l. c. Il nome e il caso di Ribbâh sono riferiti dal solo Baiân, il quale non porta in quale provincia si combattesse. Per certo in Sicilia; poichè il Baiân dice presa la città di Gibel-Abi-Malek, il qual nome si trova appunto in Ibn-el-Athîr insieme con que' di Kalat-el-Armenîn e Kalat-el-Mosciâri'a. Di nessuna delle tre so indovinare il sito.

[577.] Confrontinsi Ibn-el-Athîr, 1. c., Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 124; Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 10; Abulfeda, Annales Moslemici, an. 247; Ibn-abi-Dinâr (el-Kaïrouani), MS., fog. 21 recto; e versione francese, p. 85. Ibn-Wuedrân chiama il morto Abbâs-ibn-Fadhl, sâheb (principe) di Sicilia, e dice Khafâgia emiro venuto in Sicilia dalla parte del principe aghlabita di Kairewân in luogo di Abd-Allah-ibn-Abbâs, che era stato eletto dalla colonia. Il Baiân, tomo I, p. 103, narra una vittoria di Khafâgia nel 236 (850-851) sopra certi sollevati di Tunis.

[578.] Confrontinsi Ibn-el-Athîr e Ibn-Khaldûn, ll. cc. Il secondo dei quali dice vincitore Mahmûd sotto Siracusa; ma parmi errore del compendio ch'egli faceva troppo sbadatamente degli annali dell'altro; poichè in questi si legge senza equivoco la vittoria dei Cristiani. Ibn-el-Athîr, nel medesimo luogo, nota che secondo alcuni cronisti si arrendè, quest'anno 248, Ragusa occupata poi certamente il 252; ond'egli è in forse se il fatto del 248 sia portato per errore di data. Erroneo io il credo, leggendosi nella Cronica di Cambridge che Ragusa fu occupata la prima volta l'anno 6356, che risponde a un di presso al 233 dell'egira e 847-48 dell'era nostrale; e la seconda, l'anno 6375 che coincide in parte col 252 dell'egira e l'866-67 di Cristo. Della prima dedizione di Ragusa avea già parlato Ibn-el-Athîr stesso, da noi citato a suo luogo.

[579.] MS. A, tomo II, fog. 38 recto, tra gli avvenimenti diversi del 248. Ma parmi evidente che si debba riferire al 249.