[842.] Ecco in serie cronologica gli scritti ove occorre Demona con le sue varianti, prima come nome di città, poi di provincia:

I. Anno 902. Assedio e presa di Dimnsac (con la terminazione nel suono che daremmo alla s e alla c unite dinanzi una i, ossia quello della ch in francese e sh in inglese). Veggasi Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 92 e 167 verso; MS. C, tomo IV, fog. 246 verso; e MS. di Bibars, il solo ove si legga correttamente. Ibn-el-Athîr, ancorchè vissuto nel XIII secolo, trascriveva in questo passo ricordi derivati dal IX.

II. Anno 963. Nome di Dimnasc dato a una gola di monti presso Rametta. Veggasi Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 16, correggendo la lezione secondo uno dei MSS. di Parigi. Valga, per l'antichità del ricordo, la stessa avvertenza che feci di sopra per Ibn-el-Athîr.

III. Verso la fine del decimo secolo, la Biografia di San Luca, abate del monastero di Armento in Calabria, dice costui siciliano di Demena. Presso Gaetani, Vitæ Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 96.

IV. Malaterra, libro II, cap. XII, scrivendo, alla fine dell'undecimo secolo, del secondo sbarco del conte Ruggiero in Sicilia (1060) dice: Hic Christiani in valle Deminæ manentes, sub Saracenis tributarii erant. Presso Caruso, Bibliotheca Historica, tomo I, p. 181, e presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo V, p. 539, seg.

V. Anno 1082. Diploma, del conte Ruggiero, che concede al vescovo di Troina..... in valle Deminæ castrum quod vocatur Achareth. Presso Pirro, Sicilia Sacra, p. 495.

VI. Anno 1084. Altro diploma del conte Ruggiero a favor del monastero di Sant'Angelo, de Lisico Tondemenon. Presso Pirro, op. c., p. 1021.

VII. Anno 1093. Diploma per lo stesso monastero chiamato qui Sancti Angeli de Lisico de valle Dæmanæ. Presso Pirro, l. c.

VIII. Anno 1096. Diploma, nel quale descrivendo i confini della diocesi di Messina, si dice: ..... usque ad Tauromenium, et respondet ad Messanam, et vadit usque ad Melacium, et respondet ad Demannam, et inde vadit per maritimam usque ad Flumen Tortum, et ascendit per flumen ec. Nello stesso diploma si ricorda la donazione del castellum Alcariæ apud Demennam. Presso Pirro, op. c., p. 383. È evidente che Demenna in entrambi i luoghi citati sia nome di provincia, poichè da Milazzo in poi non si notano più i nomi di città che sarebbero Patti, Caronía e Cefalù, ma sì il confine della provincia, il quale si sa che terminavasi a Caronía.

IX. Diploma del 1097, per lo quale il conte Ruggiero concedette certi beni al monastero di San Filippo di Demena. Questo diploma è trascritto in uno di Adelasia e del conte Ruggiero Secondo, poi re, dato l'anno 6618 (1110), che il Pirro pubblicò in latino, a p. 1027, con la data erronea del 6628. Niccolò Buscemi ha corretto quella data, stampando il testo greco con una versione italiana, nel Giornale Ecclesiastico per la Sicilia, tomo I (1832), p. 113, seg. Ma il Buscemi stampò male la voce Δε-Μεννα; poichè il tratto d'unione, come lo chiamano gli oltramontani, è segno ortografico ignoto ai Greci, e non si trova punto nell'originale, posseduto dal principe di Trabia; diploma di belli e nitidi caratteri, del quale ho depositato un fac-simile nella Biblioteca imperiale di Parigi.