[191.] Ibn-Abd-el-Hakem, MS. A, p. 258, narra cotesto ordinamento di Alessandria.

[192.] Ibn-Abd-el-Hakem, op. cit., p. 263, 264. L'autore distingue quattro imprese negli anni 34 (654-5), 40 (660-1), 46 (666-7), e 50 (670), delle quali la penultima capitanata da O'kba-ibn-Nafi', e le altre da Mo'âwia-ibn-Hodeig. Lo stesso si ricava dal Riadh-en-nofûs, MS., fog. 3 verso, e 4 recto, e 9 recto. Quelle date e nomi son confusi negli altri cronisti, cioè Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. III, p. 43 verso, seg.; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 5 e 12; Baiân, p. 8 a 11; Nowairi, presso De Slane, op. cit., p. 327, seg.

[193.] È la notissima voce caravana. I lessicografi arabi la credono di origine persiana e che voglia dire comitiva di viandanti ed esercito. Secondo un rinomato filologo arabo di Sicilia, Ibn-Kattâ', citato da Ibn-Khallikân (Biographical Dictionary, tom. I, p. 35), Kairewân ha il primo di questi significati e Kairuwân il secondo. Ma Beladori e Ibn-Abd-el-Hakem, de' quali ho già parlato, lo adoperano evidentemente nel senso di campo permanente, come è stato notato dal barone De Slane (Journal Asiatique, Série IV, tom. IV, p. 354, 361). Donde pare evidente che tal vocabolo dal nono secolo, quando scrissero que' due cronisti, all'undecimo, quando visse Ibn-Kattâ', era andato in disuso nel significato di alloggiamento e riteneva l'altro soltanto. Forse anco alcune tribù gli davano quel senso e altre no.

[194.] Riadh-en-nofûs, MS., fog. 2 recto.

[195.] Ibn-Koteiba presso Gayangos, The history of the Mohammedan Dynasties in Spain, by Al-Makkari, tom. I, appendice, p. LVI.

[196.] Il Riadh-en-nofûs, MS., fol. 4 recto, parla di due colonne rosse che rimasero nella chiesa di Kamunia fino al tempo di Zladet-Allah (817-838) che le trasportò nella sua novella moschea cattedrale.

[197.] Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. III, fog. 43 verso, seg. e 76 recto, seg., sotto gli anni 50 e 62; Riadh-en-nofûs, MS., fog. 4 recto a 5 verso; Baiân, p. 12 segg.; Nowairi, presso De Slane, Histoire des Berbères par Ibn Khaldoun, tom. I, p. 327, seg.; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 10, seg.

I quattro primi danno a un dipresso il medesimo racconto; l'ultimo lo scorcia. Ibn-el-Athîr nota che Wâkidi, Tabari e gli scrittori Maghrebini, o vogliam dire Arabi d'Affrica, discordavano intorno le date dei due governi di O'kba; ed ei s'appiglia ai Maghrebini, com'anch'io ho fatto. La gloriosa morte di O'kba che Ibn-el-Athîr narra il 62 (681-2), avvenne il 63, come s'argomenta dal Riadh-en-nofûs, MS., fog. 5 recto, che dice come fuggiti gli Arabi di Kairewân, ch'era stata occupata dal vittorioso Koseila, arrivarono a Damasco il 64, dopo la morte del califo Iezîd.

[198.] Si confrontino: Riadh-en-nofûs, MS., fog. 5 recto e verso, che porta l'impresa nel 69; Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. III, fog. 77 recto, sotto l'anno 69 (688-9); Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 23, che porta la data del 67 (686-7); Baiân, p. 18; Nowairi, presso De Slane, op. cit., p. 337-338. Il Rampoldi, Annali Musulmani, tom. II, p. 105, sotto l'anno 685, porta l'assalto dell'armata di Sicilia non a Barca ma a Cartagine, confondendo così due imprese ben distinte.

[199.] Si confrontino: Riadh-en-nofûs, MS., fog. 5 recto a 6 verso; Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. IV, p. 18 recto, anno 74; Nowairi, presso De Slane, op. cit., p. 338, seg.; Baiân, p. 18 a 23, sotto l'anno 78; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 24 a 28, che non porta data della prima impresa e assegna alla seconda il 74; Ibn-Khaldûn stesso, Histoire des Berbères, tom. I, p. 198, 208, 213, 214; Tigiani, Journal Asiatique, août-septembre 1852, p. 120, 121; Leone Africano presso Ramusio, Navigatione et viaggi. Ho seguito piuttosto il Riadh che le altre autorità nel racconto delle due espugnazioni di Cartagine. Trovo nel solo Riadh la divisione del Fei e delle terre ai Berberi musulmani. Veggansi anche Theophanes, Chronographia, tom. I, p. 566, 567, (an. 690); Nicephori Breviarium Historicum, p. 44, 45, (anno 696); Pagi, note al Baronio, Ann. Eccl., anno 691 e 696, che segue Nowairi; Le Beau, Histoire du Bas Empire, lib. LXII, § 19, seg.; e Gibbon, Decline and fall, cap. LI, note 157, 158, 159. Gli Arabi discordano tra loro nella cronologia, come s'è visto, e dai Cristiani intorno gli avvenimenti principali. Io ho preso da Ibn-el-Athîr la data della prima impresa di Hassân, e dai Bizantini quella della seconda, che mi pare determinata con sicurezza dalla rivolta dei soldati d'armata tornati di Cartagine, i quali giunti in Cipro, gridarono imperatore Tiberio II. Così i Bizantini sarebbero rimasi padroni di Cartagine, non un anno come dicono gli scrittori loro, ma tutto il tempo che Hassân soggiornò a Barca dopo la sconfitta del fiume Nini.