Credo abbia errato il Gibbon supponendo un rinforzo di Visigoti a Cartagine, su la sola testimonianza di Leone Africano, il quale (fog. 72 recto) dice che vi si ridussero “i nobili Romani e i Gotti.” Il testo Arabo di Ibn-Khaldûn ci mostra con certezza che Leone tradusse Goti la voce Farangia; e come lo stesso testo porta che i Farangia insieme coi Rûm furono sottoposti al tributo fondiario quando Hassân ordinò l'azienda pubblica in Affrica, così egli è evidente che non si tratti di soldati stranieri, ma della popolazione germanica rimasta nel paese, cioè dei Vandali.

[200.] Iftitâh-el-Andalus, MS. di Parigi (in appendice a Ibn-Kutîâ), fog. 51 recto. Questo libro, di antico autore anonimo, dice che Musa liberto degli Omeiadi discendea da una famiglia barbara fatta schiava da Khaled-ibn-Walîd. Perciò era oriundo di Siria o Mesopotamia.

[201.] Si confrontino: Ibn-Koteiba, presso Gayangos, The history of the Mohammedan Dynasties in Spain by Al-Makkari, tom. I, pag. LIV a LXVI, in appendice; Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. IV, fog. 42 verso, anno 89; Baiân, p. 24 a 28; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 29, 30; Nowairi, presso De Slane, Histoire des Berbères par Ibn-Khaldoun, tom. I, p. 343, seg., in appendice; Ibn-Scebbât, MS. p. 38, 39; Ibn-abi-Dinar, MS., fog. 6 recto e 14 verso, e trad. p. 14, 57, il quale riferisce con molta diligenza le varie tradizioni su la costruzione dell'arsenale di Tunis. Al dire di Ibn-el-Athîr e di Nowairi, Musa prese il governo d'Affrica l'89 (707-8); ma è più esatta certamente la data del 79 (698-9) che si trova presso Ibn-Koteiba.

[202.] Ibn-Koteiba, presso Gayangos, The history of the Mohammedan Dynasties in Spain by Al-Makkari, tom. I, p. LXX a LXXXVIII; Nowairi, presso De Slane, op. cit., p. 353 seg.; Reinaud, Invasions des Sarrazins en France, p. 4 a 12; Conde, Dominacion de los Arabes en España, parte I, cap. 6 a 19.

[203.] Baiân, p. 35 a 46; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 31 a 43; Nowairi, presso De Slane, op. cit., p. 356, seg. Ho cavato alcuni particolari su la rivolta di Tanger da Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. IV, fog. 82 recto e verso, anno 117, e altri da Ibn-Kutîa, MS. di Parigi, fog. 6 recto e 7 verso.

[204.] Veggasi su questa origine dei Rostemidi Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, trad. di M. De Slane, tom. I, p. 242, con le note del dotto traduttore.

[205.] Il plurale è gionûd; ma adottando la voce giund, come ci occorrerà di farlo, useremo sempre il singolare, dicendo al plurale i giund.

[206.] Cap. III, pag. 68.

[207.] Kâid suona etimologicamente dux e condottiero. Poi in Spagna divenne titolo di magistrato civile, e in Sicilia di uficio di corte e di nobiltà.

[208.] Ibn-Abd-Rabbih, MS., tom. I, p. 73.