[209.] Nowairi, presso De Slane, op. cit., pag. 363, 364; e ancora in nota a Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 39, seg.
[210.] Il Baiân, p. 68, dice che Iezîd-ibn-Hâtem (771) ordinò i mercati del Kairewân, dando un luogo separato ad ogni arte. Sappiamo d'altronde che ciascun'arte presso i Musulmani facea corporazione, avea moschea propria e componea società di assicurazione per le pene pecuniarie.
[211.] Questi fatti ricorrono a ogni momento nelle cronache dell'Affrica dal 740 in poi, presso Ibn-Khaldûn, Nowairi, nel Baiân, ec.
[212.] Biscir-Ibn-Sefwân della tribù di Kelb, e però di schiatta himiarita, preposto all'Affrica e alla Spagna l'anno 721, avea pieno quei governi di uomini suoi, che furono aspramente perseguitati dal successore O'beida della tribù medharita di Soleim. Un dei perseguitati mandò allora certi versi al califo, rimproverandolo d'ingratitudine contro una gente che avea sparso il sangue per portare al trono i maggiori di lui; e il califo depose subito il governatore. Nowairi, presso De Slane, op. cit., p. 358; Conde, Dominacion de los Arabes en España, parte I, cap. 22.
[213.] Ibn-Kutîa, MS. di Parigi, fog. 6 verso, 7 recto. Questo antico scrittore è quegli che dice come il corpo di soldati omeiadi si componesse d'Arabi e di liberti. Vedi anche Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. IV, fog. 82 recto, seg., anno 117; Baiân, p. 41, seg.; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 34, seg.; Nowairi, presso De Slane, op. cit., tom. I, p. 359, seg.
[214.] Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 42, seg.; Baiân, p. 47, seg.
[215.] Ibn-Hazm, le cui parole citate dal Baiân, p. 52, sono queste: “Tolti i diwani di mano agli Arabi, gli stranieri del Khorassân occuparono le faccende dello Stato; talchè si venne a una dominazione aspra e Cosroita.”
[216.] Oltre il ricordato passo del Baiân, e le storie generali, che non occorre di citare, veggansi gli articoli di M. Quatremère, e del professore Dozy nel Journal Asiatique, Série II, tom. XVI (1835), p. 289, seg.; e Série IV, tom. XII (1848), p. 499 seg.
[217.] Il predominio esclusivo dei Persiani nelle scienze fu notato da Ibn-Khaldûn, e si conferma con le biografie; come si scorge dal bel quadro della storia letteraria dei Musulmani che ha delineato M. De Slane, Ibn-Khallikan's Biographical Dictionary, Introduzione, tom. II, p. v, seg.
[218.] Baiân, p. 61 a 81. — Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 55 a 83. — Nowairi, presso De Slane, Histoire des Berbères par Ibn-Khaldoun, tom. I, p. 367, seg. — La degradazione del vecchio giund di Siria è riferita da Ibn-Kutîa, il quale dice che il giund del Khorassân rimaneva in Affrica fino a' suoi tempi, MS. di Parigi, fog. 7 recto. Debbo qui avvertire che in un manoscritto di Ibn-el-Athîr, MS. A, tom. I, fog. 20 recto, si dà il soprannome di Sikilli, ossia Siciliano, ad un Abd-er-Rahman-ibn-Habîb, di schiatta koreiscita, che fu cacciato d'Affrica per ribellione contro gli Abbassidi il 772, e andò a morire sotto le insegne loro in Ispagna verso il 777. Costui era nipote di quel capitano dello stesso nome che portò la guerra in Sicilia il 740, e poi usurpò l'Affrica, come abbiam detto. Ma il nome di Siciliano, che l'avolo mai non portò e molto meno poteva appartenere al nipote, è dato a costui per errore di copia in luogo di Saklabi, ossia Schiavone, come gli diceano per l'alta statura e il colore olivastro del volto: Veggasi Ibn-Kutîa, MS. di Parigi, fog. 94 verso; e Conde, Dominacion de los Arabes en España, parte II, cap. XVIII, che sbaglia la data del tentativo di Abd-er-Rahman in Spagna.