[349.] Gaetani, Vitæ Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 32. Preferisco la data del 772, seguita da questo scrittore, a quella che altri ha voluto assegnare a San Giacomo di Catania, facendolo morire ai tempi di Leone Isaurico. Veggasi D'Amico, Catana Illustrata, parte I, p. 361.

[350.] Theophanes continuatus, p. 48; Symeon magister, p. 642, seg.; Georgius monachus, p. 811, seg. Si vegga anche la collezione dei Bollandisti, giugno, tomo II, p. 960 a 963; Mongitore, Bibliotheca Sicula, tomo II, p. 66, seg.

[351.] Gaetani, Vitæ Sanctorum Siculorum, tom. II, p. 49; Collezione dei Bollandisti, aprile, tomo I, p. 266, 267.

[352.] Si vegga il Capitolo VII, p. 175.

[353.] Veggansi le omelie XI e XX di Teofane Cerameo, nella edizione di Scorso, p. 64, 125, 129 ec., e ciò che noi diciamo di questo sacro oratore nel Libro II, cap. XII.

[354.] Theophanes, Chronographia, tomo I, p. 631.

[355.] Pirro, Sicilia Sacra, p. 611; e Di Giovanni, Codex Siciliæ Diplomaticus, dissertazione II, p. 421.

[356.] Di Giovanni, Codex Siciliæ Diplomaticus, epistola di papa Niccolò Primo dell'860, nº CCLXXXI, p. 318, e dissertazione V, p. 452; Epistola di papa Adriano Primo del 785, Acta Conciliorum, tom. IV, p. 93, 94.

[357.] Veggasi il Capitolo IV, p. 76.

[358.] Paolo Diacono, lib. V, c. XIV. La principessa avea nome Gisa, sorella di Romoaldo signore di Benevento.