[529.] Adopero indistintamente Sultano e Soldano che son varianti di trascrizione; l'una secondo l'uso nostro d'oggi, l'altro come suonava agli orecchi dei nostri padri al tempo che le repubbliche italiane teneano i commerci del Levante. I principi ottomani seguendo le tradizioni dei principi turchi dell'Asia Minore e delle varie dinastie d'Egitto dopo Saladino, preferiscono tuttavia il titol di Sultano a quel di califo, ch'ebbero per cessione, al certo illegale, della seconda dinastia abbassida.

[530.] Si veggan queste nell'opera di Domenico Spinelli principe di San Giorgio, Monete cufiche etc., Napoli 1844, un vol. in-4, p. 1, seg. Ma dubito di alcune, delle quali non mi sembrano ben trascritte le leggende.

[531.] Si vegga la lista in Mortillaro, Opere, tomo III, p. 377, seg. Se ne aggiungano altre 14 che ve n'ha nella collezione del Cabinet des Médailles, a Parigi, e tre altre pubblicate dal sig. Federigo Soret, Extrait des Mémoires de la Societé imp. d'Archéologie, Saint-Petersbourg, 1851, p. 50, 51, ni 122, 124, 125.

[532.] Cedreno, ediz. di Bonn, tomo II, p. 358.

[533.] Ibn-el-Athîr, anno 336, MS. C, tomo IV, fog. 350 verso; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 167; i quali autori parlano di Rûm, e si deve intendere di que' soli di Sicilia, poichè Costantino ricusò di pagare il tributo per la Calabria.

[534.] Ibn-el-Athîr, anno 340, C., tomo IV, fog. 353, verso. L'annalista qui dice Rûm di Sicilia; ma par si debba intendere di Calabria e di qualche città più forte di Sicilia, come Taormina e Rametta.

[535.] Cedreno, l. c. È da credere, per men vergogna delle armi bizantine, che le dette forze fossero venute parte innanzi e parte dopo la state del 950. Cedreno, come ognun sa, non ricorda mai le date.

[536.] Confrontinsi: Cronica di Cambridge, anni 6459-6460, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 49, 50; Ibn-el-Athîr, anni 336 e 340, MS. B, p. 263, seg., MS. C, tomo IV, fog. 350 verso, seg., e 353 verso; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, versione di M. Des Vergers, p. 167, 168, dove in vece di Sire Doghous si legga stratego; e Storia dei Fatemiti, MS. arabo di Parigi, Suppl. Arabe, 742 quater, tomo IV, fog. 18 verso, con la traduzione di M. De Slane in appendice alla Histoire des Berbères par Ibn-Khaldoun, tomo II, p. 529. È da avvertire che Ibn-el-Athîr narra i medesimi fatti con circostanze diverse, nei due capitoli del 336 e del 340. Così anche Ibn-Khaldûn nei due luoghi ch'io cito, il secondo dei quali contien parecchi errori. Ho tradotto salmerie la voce che la versione latina della Cronica di Cambridge rende cameli, aggiugnendo al testo un punto diacritico che non v'ha. In vero questa voce arabica non ha la forma che apparterrebbe al plurale di nave oneraria, o salmeria. Ma che andavano a fare i cameli nelle montagne e selve di Calabria?

[537.] La Cronica di Cambridge dice di soli statichi, Ibn-el-Athîr di solo danaro; nè l'una nè l'altro particolareggiano i patti.

[538.] La presa d'Ascoli è registrata da Lupo Protospatario, presso Pertz, Scriptores, tomo V, p. 54. La data ch'è del 950 par si debba correggere 951.