[609.] Ibn-Khaldûn, sì come il nostro Vico, notò che tentava una scienza novella. Si vegga la Introduzione nel primo volume della presente Storia, pag. LIV.

[610.] Ibn-el-Athîr e qualche particolare da Nowairi.

[611.] Nowairi.

[612.] I cronisti bizantini, cominciando da Leone Diacono, son sì mal informati, che dicono preso il navilio bizantino nel porto di Messina dal nemico che inseguiva gli avanzi delli sbaragliati di Rametta. La nuova corse al par confusa nell'Italia di mezzo, poichè Liutprando dice ucciso Manuele e preso Niceta nella stessa battaglia tra Scilla e Cariddi.

[613.] Confrontinsi: Ibn-el-Athîr, Nowairi, Ibn-Khaldûn.

[614.] Liutprando.

[615.] Ibn-el-Athîr, e in due luoghi Ibn-Khaldûn. Il professore Fleischer, rivedendo le stampe della Biblioteca Arabo-Sicula, ha proposto di leggere qui “sfondare” invece di “ardere;” i quali due verbi non differiscono in scrittura arabica che per un punto diacritico su la prima lettera. Ma i MSS. sono uniformi nella lezione che io seguo. E la probabilità, in una battaglia navale, mi par maggiore per l'effetto di appiccare l'incendio gittandosi a nuoto con una fiaccola di fuoco greco, che per quello di tuffare con un palo di ferro e lavorar su i fianchi di una grossa galea.

[616.] Nowairi.

[617.] Confrontinsi: Ibn-el-Athîr e Ibn-Khaldûn. Entrambi dicono espressamente che la battaglia dello Stretto seguì nel 354.

[618.] Leone Diacono, Liutprando, lo scrittore anonimo della Vita di san Niceforo, e Cedreno.